Un 18enne ucciso da quattro colpi d’arma da fuoco e un giovane, non ancora 17enne, ferito di striscio da una pallottola al fianco sinistro e ricoverato in ospedale non in gravi condizioni. E’ il drammatico bilancio di un agguato di chiara matrice camorristica avvenuto intorno alle 22 di mercoledì 8 luglio a Casoria, comune a nord di Napoli. Il commando di fuoco è entrato in azione a bordo di un’auto, arrivata a velocità sostenuta nella terza traversa di via Castagna dove c’era la ‘paranza’ di ragazzini ferma a bordo strada. Il killer è sceso dalla vettura iniziando a sparare a ripetizione. Ben sette i bossoli calibro 7.65 che i carabinieri hanno raccolto da terra.

La vittima è Antimo Giarnieri, originario di Aversa (Caserta) e fratello di Vittorio Giarnieri, 27enne in carcere dal 6 giugno 2017 perché considerato tra le nuove leve del clan dei Casalesi, fazione Bidognetti. E’ proprio da questo legame di parentela che partono le indagini dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna e della sezione operativa della Compagnia di Casoria. Indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. Al momento non si è esclude alcuna ipotesi anche se la matrice camorristica dell’omicidio sembra prendere corpo con il passare delle ore.

Giarnieri è stato soccorso e trasportato d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni Bosco di Napoli dove però è arrivato già cadavere. Sul suo profilo Facebook ci sono foto e messaggi inneggianti alla malavita. Numerose anche le dediche al fratello detenuto e le offese agli “infami“, ovvero ai collaboratori di giustizia. Proprio un pentito infatti è stato decisivo nelle indagini che hanno portato nel 2017 all’arresto del fratello Vittorio e di altri elementi riconducibili alla nuova gerarchia del clan dei Casalesi, capeggiata da Massimo Perrone, 44 anni.

Clan che mirava a estendersi, con bombe e richieste di racket, non solo nei comuni del Casertano ma anche in quelli napoletani confinanti. Da Giugliano in Campania, dove non si temevano la possibile razione del clan Mallardo, egemone da decenni su quel territorio e facente parte della temuta Alleanza di Secondigliano con i Contini e i Licciardi.