Invece che “Arbeit macht frei”, “Il lavoro rende liberi” tristemente celebre perché all’ingresso del campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, la frase “La scuola educa alla libertà”, con dietro l’immagine del luogo dove i nazisti hanno trucidato migliaia di ebrei e oppositori politici.

A pubblica l’immagine choc è il consigliere comunale della Lega di Borgo San Lorenzo (Firenze) Claudio Ticci, in un post su Facebook comparso domenica. Ticci si schiera contro le misure di sicurezza previste dal Dl Scuola per il rientro in classe a settembre, ma per farlo usa un metodo che ha provocato un polverone.

La foto incriminata viene accompagnata da un post che prova a spiegarne il messaggio: “Nessuno che si scandalizza per le migliaia di bambini costretti a settembre a stare rinchiusi come in stalletti, in teche di plexiglass, a distanza asociale, senza poter socializzare, avere rapporti “umani”…. senza poter toccare i compagni e gli insegnanti. Questa voi la definite libertà? La definite democrazia? La definite Scuola? La foto è forte, perché un risveglio generale di consapevolezza servirebbe. I bambini di oggi saranno gli adulti del futuro. Cosa insegneremo a loro? A stare distaccati, a stare da soli?  Vogliamo una scuola nozionistica dove i bambini si debbono rassegnare a stare in solitudine, distaccati dagli altri, ed a fare in vista di un premio o di una punizione? È una scuola che funziona benissimo? Se lo scopo è formare cittadini docili e obbedienti che si rassegnino da adulti a fare, senza troppe pretese o lamentele, un lavoro che non piace loro oppure sottostare a delle idee dettate da qualcuno considerato depositario di verità. Cosa diventeranno questi bambini in un futuro se trattati e cresciuti così? Il senso è questo….”.

La foto ‘originale’ era stata postata precedentemente da Marcello Pamio, autore di libri come “Cancro SPA” , “La Fabbrica dei malati” o “Il lato oscuro del Nuovo Ordine Mondiale”.

Il post ha ovviamente provocato lo sdegno di gran parte della politica. Il primo a reagire è stato proprio il sindaco di Borgo San Lorenzo, Paolo Omoboni, che sempre su Facebook ha scritto: “La foto si commenta da sola. Si può essere critici verso un partito, un’idea, una legge, ma usare queste immagini, in particolare se chi la usa è un consigliere comunale, è inaccettabile. Io spero che tutti i consiglieri e tutte le forze politiche locali vogliano condannare questo episodio grave. Gravissimo. Purtroppo quotidianamente in Italia e nel mondo abbiamo a che fare con episodi di intolleranza, pensate anche a quello che è accaduto a Fiano, utilizzare quell’immagine è davvero da condannare. Ancora di più se a farlo è un rappresentante delle istituzioni. Mi auguro che lo tolga e che chieda scusa”.

Contro l’uscita di Ticci è intervenuto anche il deputato del Partito Democratico Emanuele Fiano, da tempo oggetto di attacchi antisemiti sui social. “Questo è un consigliere comunale della Lega a Borgo San Lorenzo, provincia di Firenze. Paragona la scuola secondo questo governo, al campo di Sterminio di Auschwitz-Birkenau, dove furono gasate e poi bruciate circa 1,2 milioni di persone per la sola colpa di essere nati. Ebrei, Sinti, Rom, omosessuali, Testimoni di Geova, disabili, oppositori dei regimi, prigionieri di guerra… Come può una mente sana paragonare questo alla scuola? Come può un Partito permettersi di farsi rappresentare da costui?”. “E’ in corso una banalizzazione della storia, anche la più tragica, che ci farà male, e tanto – ha aggiunto Fiano – Non abbiamo educato abbastanza, non abbiamo spiegato abbastanza, non abbiamo studiato abbastanza. Abbiamo una generazione davanti non sempre o non tutta consapevole che il male esiste e può sempre tornare”.