Al bancone di un bar il faccia a faccia tra le forze dell’ordine. Carabinieri e Polizia. Ha del grottesco, e dell’incredibile, e perfino del ridicolo, quello che è successo ieri a Corigliano Rossano, in provincia di Cosenza. I militari hanno multato gli agenti. Perché? Per l’assembramento all’interno di un bar. La notizia ha fatto scalpore. E anche ridere, naturalmente. Grande imbarazzo da parte della Polizia che ha replicato con un comunicato del sindacato Mosap.

Il presupposto è perentorio: la Calabria è tra le cinque Regioni ferme in Zona Arancione mentre la sola Sardegna è Zona Rossa e il resto da oggi in Giallo Rafforzato. In queste ultime si può tornare a consumare, nelle attività di ristorazione, ma soltanto all’aperto. E comunque non in Zona Arancione. Ebbene ieri, quando gli allentamenti ancora non erano entrati in vigore, neanche per le Zone Gialle, un gruppo di persone veniva trovato a consumare all’interno di un locale.

Niente mascherina né distanza di sicurezza, ha scritto Repubblica. L’assembramento per un caffè. I due carabinieri erano arrivati al locale per prendere un caffè e consumarlo all’esterno come da norme anti-coronavirus. Hanno notato qualcosa di strano e quindi sono intervenuti. Hanno quindi sanzionato i trasgressori tra i quali dei poliziotti, alcuni in abito d’ordinanza e altri in riposo. Stesso provvedimento per un dirigente della sanità locale con il gruppo. Chiuso il bar per la violazione delle norme anti-covid.

La replica del sindacato della Polizia: “Le regole devono essere rispettate da tutti e gli uomini e donne in divisa devono essere i primi a farlo. Detto ciò, tra le forze dell’ordine deve esserci collaborazione, cosa che a quanto pare, per via dell’esasperazione sta venendo meno – ha dichiarato Fabio Conestà, segretario generale del Movimento Sindacale Autonomo di Polizia (Mosap), commentando le sanzioni elevate dai Carabinieri ai colleghi poliziotti – Non sappiamo come siano andate esattamente le cose e quanta gente vi fosse in quel bar, certo è  che ci saremmo aspettati lo stesso tam tam mediatico quando abbiamo denunciato l’assenza di dispositivi di protezione individuale o la consegna di quelli scaduti e non idonei o, ancora, la confusione sul piano vaccinale. Ci saremmo aspettati la stessa risonanza quando abbiamo denunciato le costanti aggressioni e invochiamo la dotazione del taser. Comprendo benissimo che questo non ci ridicolizza e quindi non fa notizia”.

Giornalista. Ha studiato Scienze della Comunicazione. Specializzazione in editoria. Scrive principalmente di cronaca, spettacoli e sport occasionalmente. Appassionato di televisione e teatro.