Patrick George Zaky sta bene. A farlo sapere è la pagina Facebook Patrick libero. L’account social segue da mesi il caso dello studente egiziano dell’università di Bologna in carcere in Egitto dallo scorso febbraio con l’accusa di propaganda sovversiva su internet.

La madre ha infatti incontrato per la prima volta il figlio dopo cinque mesi e mezzo di reclusione. È la prima volta che un familiare ha il permesso di vedere Patrick Zaki.

“Sua madre ha raccontato che Patrick sta bene. Ha perso un po’ di peso ed era leggermente diverso, ma in generale è in buona salute”, prosegue il post. “Patrick ha chiesto per quanto ancora sarà detenuto infondatamente e si è mostrato preoccupato per lo stato dei suoi studi, che spera di poter riprendere al più presto”, riferisce ancora la pagina curata da attivisti che chiedono la scarcerazione di Zaky.

Appelli e denunce si erano rinnovati ripetutamente negli scorsi mesi. Il timore di attivisti e familiari è quello di un nuovo caso Regeni, il ricercatore friulano torturato e ucciso in Egitto nei primi mesi del 2016. La situazione per Zaki sembrava ancora più grave viste le condizioni critiche delle carceri egiziane e le complicazioni dell’emergenza coronavirus.