La povertà è “purtroppo aumentata in questi mesi e tanti pezzi di quello che veniva definito ‘ceto medio‘ sono sprofondanti in una condizione di povertà”. A parlare è il ministro del lavoro Andrea Orlando che a Radio 24 ha approfondito i contenuti del decreto sostegni approvato venerdì scorso in Consiglio dei ministri “per contrastare questo fenomeno”.

“C’è stato un rifinanziamento del Reddito di cittadinanza – ha ricordato – e, poi, c’è stato un allargamento del Reddito di emergenza. In questo caso, abbiamo previsto, tra i criteri, quello di togliere dai parametri un dodicesimo dell’affitto” nell’ambito del conteggio dell’Isee per “l’accesso al beneficio”. Una decisione che “allarga la platea” dei percettori del sussidio voluto con forza anni fa dal Movimento 5 Stelle.

Nel corso dell’intervista, Orlando ha poi affrontato la questione relativa all’avvio di “piattaforme anonime che denuncino chi viola l’articolo 27 del Codice delle Pari opportunità che prevede il divieto di fare “domande sulla vita personale alle donne al momento dell’assunzione”. Occorrono delle “verifiche puntuali” per evitare che “chi segnala questo tipo di violazioni non sia esposto a ritorsioni” precisa Orlando che ricorda che questo istituto “esiste anche in altri ambiti”, e non si tratterebbe di “delazioni”, ma “purtroppo, questa normativa non viene applicata, perché le donne hanno paura” anche di rischiare cosi’ la tenuta del loro posto di lavoro. Invece, questa iniziativa, che “va approfondita e studiata”, potrebbe “consentire di evitare questo problema”.

Post Quota 100? Ne discuteremo, ma ora concentriamoci sulla riforma degli ammortizzatori sociali e su un accordo per le politiche attive del lavoro, poi rifletteremo sul resto, ma non subito” ha poi aggiunto.

Riguardo al blocco dei licenziamenti, che nel decreto Sostegni viene confermato al 30 giugno per tutti e al 31 ottobre per chi usufruisce della cassa Covid, Orlando sottolinea come l’Esecutivo abbia “cercato di utilizzare meglio le risorse disponibili a favore di chi ha meno strumenti”, e quindi di “concentrare lo strumento del blocco” dei licenziamenti “negli ambiti in cui non ci sono altri ammortizzatori sociali e metterci intorno ad un tavolo dopo la definizione dell’orizzonte di giugno per quanto riguarda le aziende che hanno la cassa integrazione, per capire quali possano essere, eventualmente, ulteriori strumenti”.

Sullo scontro all’interno della maggioranza relativo al condono, Orlando pone un quesito: “Non dobbiamo avere tabu’ in assoluto ma è più giusto dare una mano a chi deve pagare una cartella del 2010 per un contenzioso che si è aperto molto tempo fa o dare una mano a un imprenditore che non ha soldi per pagare la bolletta?”.

Domanda alla quale prova a rispondere: “Nella maggioranza c’erano più forze politiche che spingevano in questa direzione, credo che Draghi abbia respinto ipotesi che rischiavano di impiegare troppe risorse e anche di creare un vulnus alla fedeltà fiscale ma penso che le risorse bisognerebbe orientarle in altre direzioni”.

Redazione