È scattata a mezzanotte l’ora del Single’s Day. Un’occasione per acquisti a prezzi convenienti e, soprattutto durante la crisi dovuta alle conseguenze del coronavirus, per i marchi di tutto il mondo. Un evento, quello dell’11/11, che nasce in Cina e che è stato trasformato dal gigante dell’e-commerce Alibaba in una data da dedicare allo shopping. Una sorta di Black Friday, soltanto più orientato ad acquisti di gamma più alta. E molto più grande: l’anno scorso ha toccato quota 68 miliardi di dollari, sommando solo le vendite di Alibaba e Jd.com. Come scrive il Sole24Ore, più del doppio dell’ammontare di Black Friday e Cyber Monday (messi insieme) negli USA nel 2019.

Il colosso cinese punta allora a rifarsi delle perdite causate dalla pandemia. Secondo un sondaggio di C2 Global, poi, il 63,5% dei cinesi è pronto a scatenarsi negli acquisti in misura uguale se non superiore rispetto al 2019. Le prospettive sono insomma molto più che promettenti. I numeri del 2019 danno un’idea delle dimensioni dell’evento: il giro di affari di Alibaba è stato di 38,37 miliardi di dollari; l’ammontare tra Black Friday e Cyber Monday per Amazon circa 16,6 miliardi.

COM’È NATO – L’occasione è nata nel 1993 per iniziativa degli studenti universitari orientali. Un evento in contrapposizione a San Valentino, e quindi definito “Singles’ Day”. La questione però ha poi lasciato da parte le coppie e gli scapoli per virare soprattutto sullo shopping. L’11/11 coinvolge soprattutto Millennials e giovanissimi. A spendere – ricostruisce Agi – sono soprattutto i nuovi ricchi, i cosiddetti HENRY (High Earners Not Rich Yet). La fascia di età è quella dei giovani adulti, dai 25 ai 43 anni. E poi c’è la Generazione Z, interessati soprattutto in prodotti come sneakers e in articoli di streetwear di alta gamma.

IL TARGET – Quali sono allora gli articoli più quotati l’11/11? Sicuramente, tra i must, l’abbigliamento, accessori, beauty. E quindi articoli anche sportivi e marchi del lusso. Quest’ultima, probabilmente, la differenza più netta rispetto al Black Friday occidentale. E anche un’occasione per i brand italiani: i cinesi non possono viaggiare e questo potrebbe spingere verso i prodotti stranieri. Quelli europei stanno vivendo inoltre anni piuttosto floridi presso il Gigante Asiatico. Per la prima volta, poi, Alibaba ha promosso la manifestazione su piattaforme internazionali, attive soprattutto nel sud-est asiatico. Il colosso cinese ha messo i saldi su circa 16 milioni di prodotti. L’11/11 è tuttavia ancora poco conosciuto in Europa: il Paese dov’è più conosciuta, secondo un’indagine di Statista, è la Germania (una persona su cinque), in Italia poco più di una su 10 (11,2% al 2020) comunque in crescita rispetto al 10% del 2019. La Cina – sempre più – si avvicina e infatti diversi negozi hanno aderito al Singles’ Day.