39 anni, camionista, “era gelosissimo e possessivo”. Il ritratto di Andrea Favero viene tracciato da un suo amico. L’uomo che ha scaraventato la sua compagna Giada Zanola giù da un cavalcavia sopra l’A4 all’altezza di Vigonozzo intorno alle 3 del mattino di mercoledì scorso dopo l’ennesima lite, causandone la morte  è stato interrogato dal pm Giorgio Falcone, senza mai confessare l’omicidio della donna.

“Non ho memoria di come si siano svolti i fatti, non ricordo la scena. Eravamo a casa, abbiamo avuto un rapporto sessuale, poi abbiamo iniziato a litigare e Giada si è allontanata”. La coppia era in crisi da tempo, e vivevano, secondo le testimonianze, da separati in casa. Una tensione diventata insostenibile, ma allo stesso tempo una situazione non accettata da Andrea che viveva la possibile separazione come un’ossessione, con la paura di allontanarsi dal figlio di 3 anni. Sapeva della nuova relazione di Giada e del fatto che mancassero solo due giorni all’inizio del nuovo lavoro dell’ex compagna, che stava per trascorrere le sue nuove giornate favorite accanto al nuovo partner. Favero aveva già avuto un matrimonio alle spalle, una ex moglie dalla quale ha avuto anche il suo primo figlio.

“Poi ho preso la macchina – continua Andrea – e l’ho seguita, per riportarla a casa. Lei mi sbraitava addosso. Diceva che mi avrebbe tolto nostro figlio. Siamo scesi dall’auto ma i ricordi si annebbiano. Non so come ho reagito, non ricordo se siamo saliti sul gradino della ringhiera. So solo che ho pensato subito a mio figlio e che lo avevamo lasciato da solo in casa, cosa mai successa prima. E sono tornato subito lì. Mi sono poi addormentato quasi subito, svegliandomi 4-5 volte la notte per il bambino”. Memoria persa anche il giorno, quando «Favero – si legge del dispositivo di fermo della Polizia – è arrivato a simulare di avere appreso della morte della compagna solo dopo avere letto un messaggio in una chat. “Io quando è arrivata la polizia chiedendomi di Giada ho sperato che lei stesse bene e ho appreso della sua morte solo da un messaggio postato sulla chat del quartiere in cui abito”».

Il fratello: “Giada non ha mai parlato di violenze”

Per la famiglia della vittima ha parlato Daniel Zanola, il fratello di Giada, ammettendo la presenza di “Qualche litigio” con il compagno, “come in tutte le coppie”, “ma Giada – ammette – non ci aveva mai detto che lui fosse stato violento o che la situazione fosse grave. Anche con noi Andrea era sempre tranquillo e gentile. Non sappiamo cosa sia successo, devo andare a parlare con la Polizia per capire”.

Redazione

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