Antonella Polimeni è stata eletta rettrice dell’Università La Sapienza di Roma. Ed è un’elezione storica: per la prima volta a guidare la più grande università d’Europa – tra le più antiche, fondata nel 1303, 11 facoltà, oltre 120mila studenti, più di 4.700 professori e ricercatori – sarà una donna. Altro primato: è la prima volta che il voto si svolge online, causa pandemia da coronavirus. Polimeni è preside della Facoltà di Medicina e Odontoiatria, docente di Malattie Odontostomatologiche. Soltanto sette rettori su 84, negli atenei italiani, sono donne.

La nuova rettrice ha una grande conoscenza del funzionamento e della realtà della Sapienza. Da studente ha ricoperto il ruolo di rappresentante. Poi è stata componente del nucleo di valutazione e consigliere di amministrazione. È stata anche la prima donna preside eletta nella facoltà di Medicina e Odontoiatria. Ancora riserbo sulla sua squadra. Il suo programma è lungo 34 pagine e sottolinea il pluralismo e la “biodiversità” dell’ateneo.

 

Polimeni ha dichiarato “l’intento dichiarato di ricomporre la frattura tra scienza e società, vincendo le attuali, gravi diffidenze verso la ricerca. A ciò, infine, si aggiunga l’urgentissima promozione dell’internazionalizzazione del binomio ricerca e didattica, senza dimenticare le istanze della ricerca di base da sostenere e da accompagnare mediante aree dedicate dell’Amministrazione, nonché il rilancio dell’Area della Salute”.

“La mia intenzione – ha spiegato – è di approntare una squadra di Governo competente, compatta ed affiatata rappresentativa dell’Ateneo. Il fattore tempo in qualsiasi processo riformatore è cruciale e deve essere conforme con le aspettative di chi vota, specie in un momento come quello presente dove speranze e investimenti sul futuro prossimo sono fattori indispensabili per vincere le difficoltà e accompagnare i sacrifici che tutti noi stiamo facendo”.