La sorpresa della tornata delle elezioni amministrative si chiama Damiano Tommasi. L’ex calciatore di Serie A e della Nazionale, campione d’Italia con la Roma, avrebbe conquistato un risultato compreso in una forchetta tra il 37 e il 41% al primo turno delle comunali a Verona, dove il centrosinistra non governa dal 2007. Si parla già di risultato storico. A seguire Federico Sboarina, candidato del centrodestra e sindaco uscente, si attesta per gli exit poll del consorzio Opinio Italia per la Rai tra il 27 e il 31%.

Tommasi era uno dei sei candidati a sindaco a Verona. È sostenuto da una larga coalizione di centrosinistra ma non è iscritto ad alcun partito. Rivendica la natura civica della sua candidatura. Ha deciso, in campagna elettorale, di incontrare i segretari dei partiti che fanno parte della coalizione soprattutto in privato. È successo per esempio con il segretario del Partito Democratico Enrico Letta e con il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte.

Tommasi ha 48 anni, classe 1974, ha cominciato a giocare a calcio nel 1985. Ha contribuito alla promozione in Serie A dell’Hellas Verona. È diventato tra gli anni Novanta e i Duemila un punto di riferimento del centrocampo della Roma. Era soprannominato “chierichetto”, “anima candida”, “calciatore operaio”. Ha spesso criticato aspetti controversi del calcio sui quali però atleti e dirigenti evitano di esprimersi per non diventare impopolari: il razzismo, la violenza, i bilanci aggiustati delle società.

Divenne per tanti il “calciatore operaio” soprattutto per la sua decisione, a 31 anni e dopo un infortunio, di tornare a giocare con uno stipendio minimo, simile a quello di un operaio. È diventato nel 2009 il primo italiano a giocare in un campionato professionistico cinese. Fino al 2020 e stato Presidente dell’Associazione Italiana Calciatori, il sindacato dei calciatori, e ancora oggi fa parte del Sindacato Internazionale dei Calciatori, la FifPro. Gioca ancora oggi con i dilettanti del Sant’Anna d’Alfaedo, squadra del suo paese.

Già nel 2017 il suo nome circolava come candidato sindaco. Possibilità che all’epoca declinò. Questa volta ha accettato “perché sono padre di sei figli e vorrei crescessero in una città che ha finalmente voglia di esprimere la sua identità: moderna e vivibile, solidale e ottimista” si legge sul suo volantino elettorale. La sua coalizione “Rete!” è sostenuta da sei liste che comprendono diversi partiti – il PD, Sinistra Italiana, Articolo Uno, Possibile, Azione, +Europa, Europa Verde, Demos, Volt – e 2 liste civiche – Traguardi e Damiano Tommasi Sindaco. È appoggiato anche dal M5s che però non ha presentato alcuna lista.

Tommasi ha sei figli, è sposato con Chiara ed è obiettore di coscienza. Cita spesso don Lorenzo Milani e il suo programma è una sorta di manifesto di valori e di idee. È cattolico e la sua candidatura è stata benedetta da monsignor Guido Todeschini, fondatore e direttore di Telepace. Ha fondato con la moglie una scuola paritaria bilingue che comprende asilo nido, infanzia, primaria e secondaria di primo grado. Studia Scienze della formazione. Ha costruito un programma in 11 tavoli tematici cui hanno preso parte sia tecnici che politici. Ci son più donne che uomini nelle sue liste. I candidati non hanno mai ricoperto incarichi politici in precedenti amministrazioni.

Tommasi ha annunciato che qualora dovesse essere eletto terrà per se le deleghe allo Sport e alla Famiglia. Ha dribblato i commenti sul tema della famiglia tradizionale, molto sentito a Verona, parlando di diritti da garantire a tutti e di argomentazioni ideologiche che non condivide. Non ha mai attaccato i suoi avversari e ha rivendicato frequentemente di non essere né di destra né di sinistra. Ha parlato invece di sostenibilità ambientale, lotta alla dispersione scolastica e asili nido in ogni quartiere, nomine in base al merito e alle capacità, sì al filobus, abbattimento delle barriere architettoniche. Ha evitato bagni di folla e grande cartellonistica in campagna elettorale preferendo gli incontri con le persone in strada.

Se agli spogli al via oggi alle 12:00 dovesse essere confermato il suo arrivo al ballottaggio, che si terrà il prossimo 26 giugno, potrebbe approfittare della rivalità nel centrodestra tra Sboarina (sostenuto da Lega e Fratelli d’Italia) e Tosi (Forza Italia e Italia Viva). “Avendo sempre fatto pochi gol non so come si esulta, di solito finita la partita ero quello più stanco, mi limitavo a gioire dentro. Vale la pena essere qua”, ha commentato Tommasi. L’affluenza al primo turno è stata in calo rispetto all’ultima tornata elettorale, si è fermata al 54,35%.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.