“Purtroppo penso che tutto questo sia avvenuto anche perché mio padre è una persona in vista”, ha detto Davide Rossi, figlio del cantautore e rocker di Zocca Vasco Rossi, dopo la sentenza di primo grado che lo ha condannato a un anno e dieci mesi di reclusione per lesioni personali stradali gravi e omissione di soccorso. I fatti risalgono al 2016, a Roma, in zona Balduina. Stamane la sentenza a Piazzale Clodio. “Sono indignato – ha aggiunto l’imputato che fino a sentenza definitiva, ovvero Cassazione, resta comunque innocente – è morta la Giustizia”. Ha annunciato che ricorrerà sicuramente in appello.

Rossi, figlio dell’autore e cantante, è nato il 24 aprile 1986 a Pagani, in provincia di Salerno. È figlio di Stefania Trucillo e il primo del “Blasco”. Ha due fratelli: Lorenzo, nato il 5 giugno 1986, dalla relazione del padre con Gabriella Sturani; e Luca, nato il 17 giugno 1991, dalla relazione con Laura Schmidt.

Attore, dj, autore di canzoni. Si è diplomato all’Istituto Kennedy di Roma e dopo la scuola ha seguito i corsi della NUCT a Cinecittà. Da attore è stato protagonista del cortometraggio Il sogno di Dean, di Abiel Mingarelli, e nel 2003 ha debuttato al cinema nel film Il posto dell’anima, diretto da Riccardo Milani, e poi in Caterina va in città, di Paolo Virzì. Quindi ha lavorato in Sopra e sotto il ponte, di Alberto Bassetti, Scusa ma ti chiamo amore, di Federico Moccia, Albakiara, di Stefano Salvati, dal titolo della canzone forse più famosa del padre, quella che chiude tutti i suoi concerti.

Sul piccolo schermo ha invece lavorato alle miniserie di Rai Uno Lo zio d’America 2 e Provaci ancora prof 2. Per quanto riguarda la musica, oltre a serate e tour da dj, ha scritto canzoni anche per cantanti di un certo livello. Per esempio Parole di cristallo per Valerio Scanu, già vincitore del talent show Amici e del Festival di Sanremo.

Rossi ha avuti un figlio, nato nel 2014, Romeo, con la ex compagna Alessia. E altri due con la nuova compagna Giulia, Leonida e Alessandro. “Ho sempre considerato un valore – ha raccontato l’attore del padre in un’intervista a Il Corriere della Sera – essere cresciuto con una ragazza madre. Ma lui c’è sempre stato, e non solo per telefono. Mi ha ascoltato ogni volta che ero in crisi, mi ha richiamato tutte le volte che trovava un mio messaggio in segreteria, perché ai tempi il telefono lo teneva perennemente spento, solo adesso lo lascia acceso e squilla. Non mi ha mai fatto mancare niente”.

Le accuse e la condanna di Davide Rossi

Rossi resta innocente: la condanna di Piazzale Clodio è il solo primo grado di una vicenda che va avanti dalla notte del 16 settembre 2016 a Roma, quartiere Balduina. Stando all’accusa Rossi, alla guida della sua Audi Q5, non avrebbe rispettato uno stop su via Elio Donato svoltando su via Duccio Garimberti. Avrebbe così colpito una Fiat Punto all’interno della quale sedevano Francesca Morelli e Rosella Nicoletti. Le due ragazze avrebbero riportato rispettivamente un trauma al collo e la rottura di una costola.

Sempre secondo l’accusa Rossi si sarebbe a quel punto dileguato. Ad assumersi la responsabilità dell’impatto Simone Spadano, in auto con l’attore, e che proprio quella sera scoprì di avere la patente scaduta. Spadano è stato condannato a nove mesi per aver aiutato, sempre secondo gli inquirenti, l’amico “ad eludere le indagini dichiarando di essere stato lui al volante dell’autovettura e il responsabile del sinistro stradale sottoscrivendo il modulo di constatazione amichevole di incidente”. E anche Virginie Marsan, 35 anni, figlia della moglie di Carlo Vanzina, Lisa Melidoni, che ha deposto che quella sera al volante c’era Spadano rischia a questo punto l’incriminazione per falsa testimonianza.

La difesa di Rossi, cui è stata revocata in via definitiva la patente, in udienza: “Ci siamo fermati, siamo scesi dalla macchina e abbiamo chiesto alle ragazze nell’altra auto se fosse tutto a posto e loro ci hanno risposto ‘sì, sì’. Ho detto al mio amico di fare il cid e me ne sono andato con la ragazza che era in auto con noi (Marsan, ndr) perché era molto scossa dall’incidente, sapendo che stavano facendo il cid, ero tranquillo – aveva aggiunto Rossi – Non navigo nell’oro e non ho un lavoro stabile, i giornali hanno scritto cose allucinanti su di me ma mi prendo pregi e difetti di essere figlio di Vasco”.

La Procura aveva chiesto una condanna a due anni e otto mesi e a due anni, per favoreggiamento, a Spadano. “Non so come motiveranno questa sentenza, non hanno tenuto conto neanche degli atti. Ci sono incongruenze. Le vittime hanno preso un risarcimento basato su un cid firmato da un soggetto che secondo la sentenza di oggi non era alla guida. Allora quel documento è falso? Faremo appello”, ha commentato l’avvocato di Spadano, Fabrizio Consiglio.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.