Dalle 10:00 di lunedì mattina Maria Kolesnikova non è più raggiungibile. Sparita: da ore si alimentano voci sul suo rapimento. Un giallo che coinvolge anche Anton Rodnekov, Ivan Kravtsov e Maxim Bogretsov. Tutti sono oppositori politici del presidente, dal 1994, della Bielorussia Aleksander Lukashenko. E l’aspetto non tranquillizza: il Paese è teatro di tensioni e proteste dopo la vittoria, controversa e caratterizzata dall’accusa di brogli, del presidente alle elezioni dello scorso 9 agosto.

La notizia della sparizione di Kolesnikova è stata data dal sito locale Tut.by. A Euronews un membro del suo staff ha confermato. Una testimone racconta di aver visto degli uomini incappucciati catturare Kolesnikova nel centro di Minsk e trascinarla in un minivan. Kolesnikova è flautista e insegnante di musica. Il 31 agosto aveva annunciato di voler fondare un nuovo partito con i sostenitori dell’ex banchiere Viktor Babariko. È considerata la figura politica di opposizione più influente rimasta in Bielorussia: Svetlana Tikhanovskaya, sfidante di Lukashenko alle elezioni, si è rifugiata in Lituania dopo il voto. Olga Kovalkola è scappata in Polonia l’ultimo fine settimana.

In Bielorussia si sono susseguite senza sosta le proteste dallo scorso 9 agosto. Gran parte della comunità internazionale – con Unione Europea e Stati Uniti – ha stigmatizzato le elezioni e i metodi repressivi di Lukashenko. Minsk può però contare sull’appoggio del presidente russo Vladimir Putin. Lo scorso fine settimana più di 100mila persone sono scese in piazza nella capitale. Altre manifestazioni si sono tenute in altre città. Gli arresti sono stati 633 circa.