Si chiama Payton Gendron e ha 18 anni il suprematista bianco arrestato dopo la strage al supermercato Tops Friendly di Buffalo dove ha ucciso 10 persone, ferendone altre tre (undici sono afroamericane, due bianche). Abita a Conklin, nello stato di New York, a 320 chilometri dal luogo dove è avvenuta l’ennesima carneficina che ha sconvolto gli Stati Uniti e ha riaperto, ancora una volta, la questione relativa alla facilità con la quale ci si procura un’arma.

Oltre 70 i proiettili esplosi. Il 18enne ha realizzato la strage con un Ar-15, un fucile semiautomatico statunitense, sul quale c’erano le scritte “Nigger” (negro) e “14” in riferimento al più popolare slogan suprematista, le “14 parole” in inglese del messaggio traducibile come: “Noi dobbiamo assicurare l’esistenza del nostro popolo e il futuro per i bambini bianchi”. Slogan coniato da David Lane, membro di un gruppo terrorista suprematista bianco conosciuto come ‘The Order’, morto in carcere nel 2007.

Gendron, che è accusato di “crimine d’odio razziale e estremismo“, aveva annunciato tutto sui social, con tanto di diretta streaming su Twitch dell’attentato. In un manifesto di 106 pagine pubblicato di recente lamentava la diminuzione della popolazione bianca, così ha deciso di eliminare afroamericani. Non è chiaro perché il 18enne abbia deciso di colpire proprio in quella città e in un quel particolare supermercato.

Payton Gendron, che ha studiato per un periodo breve al Suny Broome Community College, era già noto agli archivi dalla polizia americana. Non è la prima volta infatti che finisce nel mirino delle autorità. Gia’ in passato era stato sotto indagine per minacce. Nel giugno del 2021 il suo liceo allertò la polizia in merito a un “ragazzo problematico che diceva di voler fare una sparatoria alla cerimonia di diploma o successivamente“, riferiscono alcun fonti al Buffalo News.

Sulla strage è intervenuto il governatore di New York, Kathy Hochul che si è scagliato contro i social media. “Le piattaforme devono essere responsabili di monitorare e sorvegliare” i contenuti, “consapevoli, in casi come questo, di poter essere ritenute complici. Forse non legalmente ma almeno moralmente”, afferma Hochul riferendosi ai contenuti online postati da Gendron.

Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, in una nota pubblicata dalla Casa Bianca, ha espresso dolore per l’accaduto e gratitudine alle forze dell’ordine e ai soccorritori. “Non abbiamo bisogno di nient’altro per affermare una chiara verità morale: un crimine d’odio a sfondo razziale è ripugnante per il tessuto stesso di questa nazione. Qualsiasi atto di terrorismo interno, compreso un atto perpetrato in nome di una ripugnante ideologia nazionalista bianca, è antitetico a tutto ciò che sosteniamo in America. L’odio non deve avere un porto sicuro. Dobbiamo fare tutto ciò che è in nostro potere per porre fine al terrorismo interno alimentato dall’odio”, ha dichiarato Biden.

Giornalista professionista, nato a Napoli il 28 luglio 1987, ho iniziato a scrivere di sport prima di passare, dal 2015, a occuparmi principalmente di cronaca. Laureato in Scienze della Comunicazione al Suor Orsola Benincasa, ho frequentato la scuola di giornalismo e, nel frattempo, collaborato con diverse testate. Dopo le esperienze a Sky Sport e Mediaset, sono passato a Retenews24 e poi a VocediNapoli.it. Dall'ottobre del 2019 collaboro con la redazione del Riformista.