Piero Gamacchio è il giudice “scroccone”, il terrore dei ristoratori milanesi. «Si è trattato di comportamenti di grave leggerezza di cui mi pento profondamente ed ai quali porrò al più presto rimedi», ha scritto ieri Gamacchio in una nota dopo che la notizia, riportata inizialmente da Gianluigi Nuzzi, era diventata virale. Nuzzi aveva elencato alcuni dei ristoranti, tutti blasonati, dove il giudice era solito mangiare senza pagare il conto. «Tengo però a sottolineare – prosegue Gamacchio – che mai, in alcun modo mai, questi fatti possano aver influito nella mia attività di giudice; attività che ho sempre svolto con libertà ed indipendenza. Il contenuto delle sentenze da me redatte e lì a dimostrarlo».

«Proprio però considerando la necessaria serenità che deve presiedere all’esercizio della funzione giudiziaria, questi fatti mi impongono di chiedere da subito di essere messo in aspettativa», ha annunciato concludendo verosimilmente con ieri la sua esperienza in magistratura. Gamacchio, componente della seconda sezione penale della Corte d’Appello di Milano, è un magistrato molto noto. Ha trascorso tutta la carriera al Palazzo di giustizia presiedendo o partecipando ad importanti dibattimenti: da Bettino Craxi a Roberto Maroni, da Finmeccanica al finanziere Danilo Coppola, a quello della coppia dell’acido. Suo il processo sul conto “Protezione” del Banco Ambrosiano di Roberto Calvi. Nel 2018 è stato relatore della sentenza a carico del regista Ambrogio Crespi.

Toga progressista, quando era all’Ufficio gip sembra avesse avuto dei procedimenti disciplinari per una serie di ritardi accumulati nel deposito delle sentenze. Questo non gli aveva impedito di essere nominato dal Csm presidente di sezione e di diventare uno dei più stretti collaboratori dell’allora presidente del Tribunale di Milano Livia Pomodoro. A breve avrebbe dovuto presiedere il collegio nel processo “Montepaschi”. Il presidente facente funzione della Corte d’Appello Giuseppe Ondei pare, appresa la notizia, si fosse già attivato per disporre la sostituzione di Gamacchio. Il suo “vizio” era noto nel Tribunale. Sembra che al Consiglio giudiziario il suo nome fosse spesso oggetto di discussione. Con l’aspettativa Gamacchio si mette ora al riparo da eventuali procedimenti davanti alla Sezione disciplinare del Csm. Classe 1954, ha già maturato l’età pensionabile. Non è esclusa, quindi, una domanda di prepensionamento anticipato. Il pagamento dei pranzi sospesi e l’assenza di denunce dei ristoratori escludono procedimenti penali.