Non c’è napoletano che almeno una volta nella sua vita non abbia visto un film seduto sulle comode poltroncine rosse del Cinema Arcobaleno nel centro del Vomero. Adesso quello spazio un tempo dedicato alle emozioni lascia il posto a un megastore cinese da quanto trapela. E così cala il sipario su un altro presidio della cultura a Napoli. ” Oggi è un giorno triste per i cinefili partenopei ma anche per tutti quei vomeresi che, in oltre sessant’anni di vita, hanno avuto occasione di trascorrere in quelle sale tante bellissime ore. Stamani sono iniziati i lavori nei locali del cinema Arcobaleno in via Consalvo Carelli che, abbandonata la sua destinazione storica, a breve, stando a quando si è potuto apprendere sui luoghi, vedrà nascere al suo posto un centro commerciale cinese “. A dare la notizia è Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, già presidente della Circoscrizione Vomero, che già agli inizi del 2014, si era battuto, con esito positivo, promuovendo un flash mob e una petizione che raccolse oltre mille firme, per scongiurare la scomparsa della storica sala cinematografica.

Il cinema aveva aperto nel 1958. Nonostante le difficoltà degli ultimi anni che hanno colpito tante attività culturali aveva resistito stoicamente. Poi è arrivata la mazzata finale del Covid. “È davvero triste – ha detto Guglielmo Mirra, che negli ultimi cinque anni ha gestito il cinema intervistato da Repubblica – ho combattuto tanto per tenere aperte le sale, ma in questo periodo abbiamo avuto soltanto 26 giorni di attività”.

In un anno il cinema ha perso il 95% del fatturato e il fitto alto e le scarse prospettive sul futuro hanno costretto i gestori a spegnere le luci. Il cinema aveva già chiuso nel 2014 per poi riaprire un anno dopo. Il personale sarà reimpiegato nelle altre sale della famiglia Mirra, il cinema Plaza e il teatro Diana quando potranno riaprire. L’annuncio della chiusura arriva beffardamente nella giornata internazionale del Teatro. Oggi sarebbero dovute riaprire le sale come aveva promesso il ministro Franceschini, ma le condizioni non ci sono. Arriva invece il triste annuncio della chiusura di un presidio culturale storico nel cuore del Vomero.

“Chiude il cinema Arcobaleno e con esso un presidio di cultura e socializzazione radicato nel nostro territorio – ha commentato su Facebook Paolo De Luca, presidente della Municipalità – Troppo silenzio e misure del tutto inadeguate verso una delle categorie più trascurate dai diversi Dpcm che si sono susseguiti in questi mesi. Nessun coinvolgimento da parte delle istituzioni preposte nella discussione di una progettualità che includesse a pieno titolo cinema, teatri e le centinaia di migliaia di lavoratori del settore. Dire di essere dispiaciuti ed amareggiati non basta ad esprimere il tumulto di sentimenti che è dentro ciascuno di noi. L’augurio è che, così come accaduto in un recente passato, torni presto ad esserci la possibilità di ‘spegnere le luci in sala’”.

Al Vomero stanno completamente scomparendo i presidi della cultura. Prima ancora nel quartiere la chiusura del cinema Abadir, dove ora c’è un supermercato e del Bernini, sostituito da un negozio di abbigliamento. Senza dimenticare il recente caso del cinema teatro Acacia. ” Purtroppo – sottolinea Capodanno -, a differenza di quanto avvenuto sei anni fa, questa volta non ci sarà un lieto fine, con la riapertura della sala cinematografica, dopo la battaglia sostenuta dai cittadini. La pandemia ha messo fortemente in crisi il settore e la preoccupazione è che a questa scomparsa ne possano seguire altre. Da mesi si parla anche della possibilità che anche il cinema-teatro Acacia, posto nel limitrofo quartiere Arenella, potrebbe cambiare destinazione d’uso “.

Purtroppo – aggiunge Capodanno – su otto sale cinematografiche presenti solo nell’ambito del quartiere Vomero, un territorio di poco più di due chilometri quadrati d’estensione, che alla metà del secolo scorso vantava la più alta concentrazione di questo tipo di strutture, già negli anni trascorsi ne avevano chiuso cinque, l’Ideal in via Scarlatti, dove attualmente è ubicato un megastore, l’Ariston in via Morghen, sostituito da una banca, il Colibrì in via de Mura, sostituito da un club fitness, il Bernini, sostituito da un negozio di abbigliamento per bambini e l’Abadir, già Orchidea, in via Paisiello dove è nato l’ennesimo supermercato, Adesso si aggiunge anche la sesta, con il cinema Arcobaleno, restandone dunque in funzione, rispetto al passato, solo due, per una popolazione di circa 48mila residenti “.

Senza dimenticare – continua Capodanno – che proprio al Vomero, in via Cimarosa, nacque nel lontano 1909 il cinema italiano con gli stabilimenti della Lombardo film che, alcuni lustri dopo, avrebbe dato vita alla più grande casa cinematografica italiana: la Titanus “.

Purtroppo – conclude amareggiato – oltre agli effetti della pandemia, paghiamo, e non da oggi la totale assenza d’iniziative valide e concrete per evitare la scomparsa di luoghi di cultura ma anche di aggregazione e di socializzazione, come i cinema. Da tempo invece in altre città italiane, come Bologna e Firenze, nello specifico settore, i consigli comunali hanno approvato apposite norme, cosiddette “salva-cinema”, che consentono, attraverso apposite convenzioni, la sopravvivenza di sale storiche come appunto il cinema Arcobaleno, laddove purtroppo nel capoluogo partenopeo non si può che registrare la più totale assenza di valide iniziative nonostante la crisi che da tempo coinvolge il settore delle sale cinematografiche, aggravata dall’attuale pandemia”.

Giornalista professionista e videomaker, ha iniziato nel 2006 a scrivere su varie testate nazionali e locali occupandosi di cronaca, cultura e tecnologia. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Tra le varie testate con cui ha collaborato il Roma, l’agenzia di stampa AdnKronos, Repubblica.it, l’agenzia di stampa OmniNapoli, Canale 21 e Il Mattino di Napoli. Orgogliosamente napoletana, si occupa per lo più video e videoreportage. E’ autrice del documentario “Lo Sfizzicariello – storie di riscatto dal disagio mentale”, menzione speciale al Napoli Film Festival.