Aveva solo 35 anni Clara Pinto e per lei quella era la prima gravidanza. Ha dato alla luce il piccolo Mattia Gennaro ma poi è morta per arresto cardiaco nell’ospedale di Nola. “Sono distrutta” aveva scritto alla cugina intorno alle 17.30 di sabato 3 luglio dopo 4 giorni di stimolazione del parto. Qualcosa è andato storto e dopo 2 ore il cuore di Clara ha smesso di battere. In un giorno la gioia per la nascita del piccolo e il dramma per la morte della mamma. Sul caso è stata aperta un’inchiesta per capire se è stato fatto qualche errore che ha portato alla morte della ragazza.

“Mi devono dire la verità, mi devono dire come è morta mia figlia. Clara godeva di ottima salute”, ha detto al Mattino Alfonso, il papà di Clara dalla sua casa di via Nuova San Marzano a Poggiomarino. Clara è stata ricoverata il 30 giugno. La gestazione era terminata 10 giorni prima ed era necessario un ricovero per iniziare la stimolazione che avrebbe portato al parto naturale.
Fino a venerdì 3 luglio viene sottoposta alle tecniche per il parto indotto, ma il bambino non nasce. Già venerdì sera la ragazza riferisce alla famiglia di essere stremata. Vorrebbe riposare ma in ospedale le chiedono di rimanere sveglia perché ogni due ore sarà sottoposta ad altri trattamenti. Poi intorno alle 7 del mattino di sabato le viene praticato il taglio cesareo.

Nasce Mattia Gennaro che sta bene. Clara è stremata e continua a ripeterlo al telefono ai familiari. Per la stanchezza non riesce nemmeno a tenere in braccio il suo bambino. Alle 17.30 scrive alla cugina e dopo scatta il silenzio. Alle 19.30 al marito di Clara, Lorenzo Meo, arriva una telefonata dall’ospedale: sua moglie è in rianimazione. Lui corre in ospedale ma la moglie è già morta.

La famiglia di Clara ha attivato le forze dell’ordine che hanno requisito la cartella clinica e la salma per gli accertamenti e capire cosa sia successo in quei terribili momenti. Clara li ha vissuti da sola perché a causa delle normative anti covid nessuno poteva stare al suo fianco. Clara era addetta alla reception di un centro estetico di San Giuseppe Vesuviano e non aveva mai avuto problemi di salute. La famiglia si stringe nel dolore in attesa di sapere se per quella morte ci sia la responsabilità di qualcuno.

Laureata in Filosofia, classe 1990, è appassionata di politica e tecnologia. È innamorata di Napoli di cui cerca di raccontare le mille sfaccettature, raccontando le storie delle persone, cercando di rimanere distante dagli stereotipi.