LE POLEMICHE INTERNE – Il premier ha lanciato anche un appello alle forze di maggioranza ad abbandonare le polemiche: “Vogliamo riscoprire il senso di comunità, noi come squadra vogliamo rivolgerci ai cittadini e rilanciare il concetto di politica, senza proclami e gesti eclatanti, senza abbandonarsi e lasciarsi distrarre da polemiche. Non dobbiamo sprecare un’occasione d’oro. Nessuna forza politica alimenta il consenso con le polemiche. Le polemiche non ci fanno bene“.

Conte ha voluto anche lanciare un avvertimento alle forze di maggioranza sulla tenuta del governo: “Non posso fare il presidente del Consiglio senza il pieno serio determinato sostegno delle forze politiche che sostengono la maggioranza, ma sarebbe una sconfitta per tutti. Io non vedo un altro governo, mi sembra uno scenario inverosimile ma sarebbe davvero una sconfitta per tutte le forze politiche andare al voto per fare le cose che potremmo fare ora“.

GENOVA E L’EX ILVA – Il premier ha voluto rimarcare il ruolo del governo nella gestione della ricostruzione del ponte Morandi di Genova: “Sono sempre più orgoglioso del nostro Paese. Io lo chiamo il ‘sistema Italia’, vi ricordate come è stato per Genova? In soli 20 mesi riusciremo a realizzare un ponte che sarà un gioiello di tecnologia”. Conte ha quindi aggiunto che “a breve torneremo con delle soluzioni per l’ex Ilva e la città di Taranto”, la vertenza più importante che dovrà affrontare il governo.

I NUOVI MINISTRI DELL’ISTRUZIONE – Sarà la sottosegretaria al Miur Lucia Azzolina la nuova ministra della scuola. Lo ha annunciato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nella tradizionale conferenza stampa di fine anno a villa Madama. Il premier ha utilizzato l’occasione per ringraziare l’ex ministro Fioramonti, che si è dimesso a Natale in disaccordo con i pochi fondi destinati al Miur: “Dobbiamo fare dei passi avanti per la ricerca e l’università e non è vero che non ne abbiamo fatti – ha detto Conte – abbiamo lanciato l’agenzia per la ricerca. Dobbiamo fare di più, rilanciare un piano straordinario per i ricercatori, incrementare i fondi per il diritto allo studio”.

Il premier inoltre ha annunciato la creazione di un nuovo ministero, separando il comparto scuola da ricerca e università. Il nuovo ministro dell’università e della ricerca sarà il rettore dell’Università degli Studi Federico II di Napoli Gaetano Manfredi.

Riguardo lo ‘sdoppiamento del Miur’ Conte ha successivamente precisato che “non c’era nessun piano per la creazione di un nuovo ministero, e non è vero che non ho provato a far desistere Fioramonti. Lo rispetto, secondo me è stato un tempo troppo breve per arrivare a conclusioni così radicali ma proprio perché lo rispetto ho meditato su cosa fare. I due nuovi ministri secondo me possono fare molto bene“. Il premier ha poi aggiunto che “non nomineremo sottosegretari” ai due nuovi ministri alla scuola e all’Università. 

I ‘CONTIANI’ IN PARLAMENTO – Il presidente del Consiglio ha dovuto anche stoppare le voci su possibili gruppi parlamentari a suo nome, dei cosiddetti ‘contiani’, associati in particolare all’ex ministro dell’Istruzione Fioramonti: “Non posso in questo momento pensare che dei parlamentari possano usare il mio nome per costituire un gruppo. Se ci sono rivolgo loro un appello: rimanete nelle vostre forze politiche, non alimentate iniziative che vanno contro la stabilizzazione”. “In questo momento una frammentazione delle forze politiche che sostengono la maggioranza non fa bene all’azione di governo – ha sottolineato Conte – Le manifestazioni critiche devono alimentare il dibattito interno alla singola forza politica”. Una polemica chiusa con affermazioni perentorie sul suo stesso futuro: “Io non ho velleità di avere un partito o un gruppo di riferimento. Non è nelle mie corde e sarebbe una cosa diversa rispetto all’impegno che ho assunto di fronte agli italiani”.

Redazione