Nella conferenza stampa di fine anno il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha annunciato i due ministri che andranno a sostituire l’ormai ex titolare del dicastero dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti, dimesso giovedì in polemica con i pochi fondi stanziati dal governo.

MINISTERO ‘SPACCHETTATO’ – Conte ha infatti annunciato che il ministero dell’Istruzione sarà diviso in due: ci sarà un nuovo ministro dell’Istruzione con delega alla scuola, e un ministro apposito per la Ricerca e l’Università.

I DUE NUOVI MINISTRI – La nuova ministra dell’Istruzione e della Scuola sarà l’attuale sottosegretaria al Miur Lucia Azzolina, appartenente al Movimento 5 Stelle. Il nuovo ministro alla Ricerca sarà invece Gaetano Manfredi, ingegnere e attuale rettore dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. La Azzolina è entrata in Parlamento con i 5 Stelle nel 2018, ha 37 anni e prima del suo ingresso in politica insegnava alle scuole superiori. Manfredi, 55 anni, dal 2014 è invece rettore dell’università degli Studi di Napoli. In passato era stato anche presidente della Crui, la Conferenza dei Rettori delle Università italiane.

IL PROGETTO DI CONTE – “Dobbiamo fare dei passi avanti per la ricerca e l’università e non è vero che non ne abbiamo fatti – ha detto Conte – abbiamo lanciato l’agenzia per la ricerca. Dobbiamo fare di più, rilanciare un piano straordinario per i ricercatori, incrementare i fondi per il diritto allo studio”.

Riguardo lo ‘sdoppiamento del Miur’ Conte ha successivamente precisato che “non c’era nessun piano per la creazione di un nuovo ministero, e non è vero che non ho provato a far desistere Fioramonti. Lo rispetto, secondo me è stato un tempo troppo breve per arrivare a conclusioni così radicali ma proprio perché lo rispetto ho meditato su cosa fare. I due nuovi ministri secondo me possono fare molto bene”. Il premier ha poi aggiunto che “non nomineremo sottosegretari” ai due nuovi ministri alla scuola e all’Università.

LE PAROLE DEI DUE MINISTRI – “Guidare il Ministero dell’Istruzione sarà per me un grande onore. Non nascondo l’emozione che provo in questo momento. Nella scuola ho passato gli anni più belli della mia vita, prima come studentessa e poi come insegnante. Alla scuola voglio restituire ciò che mi ha dato”. Lo scrive su Facebook la neo ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, commentando così la nomina annunciata dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte nel corso della conferenza stampa a Villa Madama. “C’è tanto lavoro da fare. E lo faremo. A testa bassa, con umiltà, attraverso l’ascolto, il confronto e continuando ad andare nelle scuole, come ho fatto in questi mesi da Sottosegretaria. Ringrazio il Presidente Conte per la fiducia. Ringrazio Luigi Di Maio che mi ha sostenuto e tutti i colleghi parlamentari del Movimento 5 Stelle – aggiunge – Rivolgo un pensiero deferente al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, garante della Costituzione e dell’unità nazionale. Mi aspetta un compito grande. Non sarò sola: al Ministero in questi primi mesi ho già condiviso, con una squadra di persone ed esperti, il percorso del decreto scuola e avviato i primi dossier. E poi c’è il personale del Miur. Ci sono tante persone preparate con cui ci metteremo subito al lavoro per il bene della scuola. Ringrazio tutti coloro che mi hanno scritto per incoraggiarmi e che mi stanno augurando buon lavoro. Metterò tutto il mio impegno per riportare i ragazzi e il loro futuro al centro del sistema di Istruzione e del Paese. Non vedo l’ora di cominciare”.

“Cercherò di fare il massimo possibile, partendo però da una considerazione che ritengo molto importante: che se mettiamo al centro la qualità delle persone non possiamo mai sbagliare”. È quanto affermato da Gaetano Manfredi, rettore dell’Università “Federico II” di Napoli. Manfredi ha espresso le sue prime parole da ‘ministro in pectore’ mentre era al Centro Congressi dell’ateneo federiciano, dove si teneva la firma dell’accordo istituzionale delle due cattedre Unesco della Campania. Intervistato da Rainews Manfredi ha ribadito che “servono più fondi, conosciamo bene la situazione difficile della finanza pubblica ma università e ricerca non possono essere la Cenerentola del Paese”.

LE REAZIONI POLITICHE – “Una scelta giusta separare Scuola da Università e Ricerca”. È il commento che arriva da Dario Franceschini, ministro per i Beni e le Attività culturali e capo delegazione Pd al Governo. “L’accorpamento in questi anni ha rischiato di creare un ministero troppo grande – continua il ministro – con difficoltà a seguire al meglio settori centrali come scuola ricerca e università. Così con la separazione potranno essere valorizzate le attività di tutti e due i settori”. “La scelta di un tecnico di grandissimo profilo come Gaetano Manfredi garantisce poi la centralità assoluta di ricerca e università nelle strategie del governo. Molti auguri anche a Lucia Azzolina che ha già seguito con competenza sin qui le politiche della scuola”, aggiunge Franceschini.

In una nota invece il Movimento 5 Stelle fa un ‘in bocca al lupo’ a Lucia Azzolina. “Un grande riconoscimento per il suo impegno che ci riempie di orgoglio – si legge nella nota – Ha sempre lavorato con grande determinazione e saprà rappresentare al meglio, e con grande attenzione, le istanze del mondo della scuola”.