Un faccia a faccia durato un paio di ore per fare il punto della situazione interna al Movimento 5 Stelle. Domenica pomeriggio l’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il fondatore del Movimento Beppe Grillo si sono incontrati di persona a Marina di Bibbona, nella villa del garante in provincia di Livorno dove si sarebbe dovuto tenere nei giorni scorsi l’atteso vertice dei ‘big’ grillini, poi spostato a Roma dopo la fuga di notizie.

Anche l’incontro tra Grillo e Conte alla fine non è stato segreto, con una foto pubblicata su Twitter a dimostrare il tête-à-tête.

Al centro del vertice ‘intimo’ ovviamente il futuro ruolo che dovrà avere l’ex premier all’interno del Movimento 5 Stelle, ancora in preda agli scossoni dovuti al sì sofferto al governo guidato da Mario Draghi, costato l’espulsione dei parlamentari ribelli e la possibilità, ormai non più remota, che Davide Casaleggio possa creare un secondo partito proprio con i ‘duri e puri’ che hanno detto no all’esecutivo dell’ex presidente della Banca centrale europea.

Dopo l’incontro sono arrivate le indiscrezioni sui contenuti, lanciate in particolare dal Fatto Quotidiano, giornale vicinissimo ai 5 Stelle. Conte avrebbe posto condizioni chiarissime al garante Beppe Grillo per spendersi in prima persona nell’operazione di rilancio del Movimento 5 Stelle, devastato dalle lotte intestine ma che proprio con Conte, secondo i sondaggi, potrebbe rilanciarsi (a spese del Partito Democratico).

Conte avrebbe chiesto mani libere e una rivoluzione interna al Movimento, che andrà cambiato nella sua ossatura: basta infatti con la rivendicazione di forza populista, col ‘partito’ che dovrà proporsi all’elettorato come forza ambientalista sul modello dei Verdi tedeschi.

L’ex premier vorrebbe anche un nuovo simbolo per il M5S: Grillo aveva già anticipato la questione nel video pubblicato sabato in cui si proponeva come “segretario elevato” del Partito Democratico. Nel nuovo simbolo dei pentastellati dovrebbe entrare il numero 2050, in riferimento all’anno fissato dall’Unione Europea come traguardo per raggiungere l’impatto climatico zero.

Sullo sfondo resta la questione dei rapporti tesissimi con Davide Casaleggio, che giovedì ha annunciato la presentazione del suo manifesto “ControVento”. Ma lo scontro vero è sui dati degli iscritti. Come riportato da questo giornale sabato, fonti pentastellate denunciano il fatto che “il M5s non ha la disponibilità dei dati degli iscritti” e “che nella definizione del rapporto con Rousseau questo è un argomento dirimente”. “Se non si ricompone la frattura tra Movimento 5 Stelle e Associazione Rousseau”, il M5S “sarà costretto a trovare un altro fornitore di piattaforma per gli strumenti di partecipazione e democrazia diretta” e “si riprenderà i dati che Rousseau tratta”: ove questo non dovesse accadere, promettono le stesse fonti, “adiremo le vie legali”.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia