L’ipotesi che un primo focolaio di contagio si sia sviluppato già ad ottobre a Wuhan, durante i giochi miliatari, è, secondo l’infettivologo Massimo Galli, semplicemente “non credibile”. Il primario dell’ospedale Sacco di Milano, infatti, ritiene incompatibile il racconto del campione olimpico italiano Matteo Tagliariol con le date dello scoppio dell’epidemia.

“Se questo virus fosse arrivato prima, avremmo avuto un’esplosione epidemica assai prima anche da noi – racconta al Tg4 – In poco tempo questo virus, camminando sotto traccia, ha fatto migliaia di casi in Italia e li ha fatti nelle prime settimane di febbraio e non prima”.

Il virologo taglia corto anche riguarda la possibilità di una diffusione nel nostro Paese già alla fine del 2019. “Se le persone ospedalizzate per polmonite avessero avuto questa infezione a dicembre, piuttosto che ai primi di gennaio, gli ospedali che li hanno ricoverati avrebbero avuto li stessi problemi che si sono verificati a Codogno e ad Alzano Lombardo, amplificando l’infezione”.

Per Galli si tratta di congetture prive di basi scientifiche: “Probabilmente gli atleti che hanno partecipato ai Giochi Mondiali Militari di Wuhan hanno avuto solo una brutta influenza”.