Tre date sul calendario per l’eventuale riapertura delle scuole, tra queste anche l’estrema ratio di una ‘serrata’ fino a settembre. Sono queste le ipotesi allo studio del Ministero dell’Istruzione guidato da Lucia Azzolina. La ministra era intervenuta ieri a SkyTg24, dove aveva chiarito che per la riapertura degli istituti scolastici “non è possibile dare un’altra data” e che tutto dipenderà “dall’evoluzione di questi giorni, dallo scenario epidemiologico. Noi ci atterremo a quello che la comunità scientifica ci dirà. Riapriremo le scuole solo quando avremo la certezza di assoluta sicurezza”.

LA PROROGA – L’unica certezza, anche se non espressa apertamente, è che la chiusura delle scuole sarà prorogata oltre il 3 aprile, data di scadenza del primo provvedimento del governo. Una decisione di fatto anticipata dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte ieri, in un colloquio col Corriere della Sera.

LE IPOTESI – Entro il 31 marzo quindi il Miur dovrà fornir un calendario con le ipotesi di ripresa delle lezioni. Una prima data sarebbe il 15 aprile, dopo le vacanze di Pasqua: appare però quella più improbabile dato il trend dei contagi e dei decessi in Italia, con il continuo crescere dell’emergenza. La seconda invece, stando ai retroscena, è per inizio maggio, indicativamente lunedì 4. Anche in questo caso però tutto dipenderà dai numeri del contagio da Coronavirus. Terza e ultima ipotesi, la più estrema, è di tenere le scuole chiuse fino a settembre. Di fatto l’anno scolastico si concluderebbe con la didattica a distanza e sarebbe dunque “salvo”, per poi iniziare quello nuovo con le regolari lezioni negli istituti.

I PROBLEMI – Per quest’ultima ipotesi ci sarebbe però un problema rilevante. Oltre il 25% degli studenti italiani, secondo i dati raccolti da Repubblica, avrebbe una serie di problemi ‘infrastrutturali’ nel seguire le lezioni con la didattica a distanza con le piattaforme di e-learning. Cresce dunque l’attesa per la riunione del 31 marzo che dovrà stabilire cosa far dell’anno scolastico in corso.