Nelle ultime 24 ore 83.718 nuovi contagi hanno afflitto gli Stati Uniti. Lo rivela il conteggio della Johns Hopkins University, dopo che venerdì erano stati 83.757. Un aumento davvero preoccupante che non si vedeva dal 16 luglio quando i nuovi contagi toccarono quota 77.362. Con un totale di 8,6 milioni di casi dall’inizio della pandemia e 225 mila morti, gli Stati Uniti si confermano il Paese più colpito, seguito dall’India con più di 7,8 milioni di casi.

Il capo staff della Casa Bianca Mark Meadows ha ammesso in un’intervista alla Cnn che Trump avrebbe abbandonato l’idea di contrastare la crisi sanitaria. “Non abbiamo intenzione di controllare la pandemia”, spiegando poi che l’unico obiettivo possibile per il governo americano al momento è: “controllare il fatto che riceviamo vaccini, terapie e altre misure di mitigazione”. Una crisi fuori controllo.

Intanto in Cina si è interrotta la striscia di giorni senza contagi interni, dopo aver rilevato 137 nuovi casi di Coronavirus asintomatici a Kashgar, nella regione del Nord-Ovest dello Xinjiang. In totale nel Paese i casi delle ultime 24 ore sono stati 161, ma solo 20 confermati, perché la Commissione sanitaria cinese non classifica come casi di infezione quei soggetti che non presentano sintomi. Il focolaio di Kashgar si sarebbe sviluppato dopo il contagio di una 17enne risultata positiva ma asintomatica lo scorso sabato. Il giorno dopo i suoi genitori sono andati a lavoro in una fabbrica di abbigliamento, non essendoci l’obbligo della quarantena in caso di contatto diretto con un soggetto positivo asintomatico. Come riporta il Guardian, i residenti della zona di Kashgar hanno segnalato i primi disagi sui trasporti quando i voli in entrata e in uscita sono stati improvvisamente cancellati. La polizia locale avrebbe anche pubblicato, per poi cancellare, un messaggio sui social che ricordava di indossare le mascherine e “non credere o diffondere voci”.