“Non abbiamo altra scelta che lasciare la città”, ha detto il sindaco di Mariupol Vadym Boichenko, rilasciando una breve dichiarazione dopo l’annuncio della tregua da parte di Mosca per consentire corridoi umanitari. Russia e Ucraina hanno concordato una tregua per aprire corridoi umanitari dalle città di Mariupol e Volnovakha. La tregua durerà cinque ore dalle 10:00 italiane di questa mattina secondo quanto affermato dal ministero russo della Difesa.

Mariupol rappresenta un centro e un momento strategico dell’operazione russa in Ucraina: la città si trova sul mare di Azov, a metà strada tra la Crimea annessa dalla Russia e le Regioni del Donbass proclamate Repubbliche indipendenti dai filorussi nel 2014. Oltre 200mila i civili che saranno evacuati da Mariupol, più di 15mila da Volnovakha.

Si definisce corridoio umanitario una zona temporaneamente demilitarizzata per permettere le evacuazioni da zone di guerra. Il termine venne usato la prima volta nel 1990 con la risoluzione 45/100 dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Il concetto, ricorda il Corriere della Sera, è stato definito nel 1992 dall’Istituto Internazionale di diritto umanitario che ha sede a Sanremo in Italia. Attraverso i corridoi “possono transitare anche aiuti e assistenza. Il corridoio va rispettato e protetto dalle autorità competenti, e se necessario dalle stesse Nazioni Unite”. Quando la tregua cesserà riprenderanno i combattimenti e chi resterà in città sarà considerato automaticamente un combattente. Le città potrebbero essere bersaglio di operazioni più pesanti, potenzialmente distrutte.

“Cari, residenti di Mariupol, da oggi comincia in città l’evacuazione dei civili. Questa non è una decisione facile, ma come ho sempre detto, Mariupol non è un insieme di strade e di case. Mariupol è i suoi abitanti. Siamo voi ed io“, ha detto il sindaco Boichenko. “Il nostro principale compito è ed è sempre stato di proteggere le persone. Nelle condizioni che vedono la nostra città costantemente sotto il fuoco spietato degli occupanti, non c’è altra soluzione che mettere in condizione i residenti, ovvero voi ed io, di lasciare Mariupol in sicurezza”.

Lo staff di Medici senza Frontiere che si trova ancora nei rifugi della città di Mariupol fa sapere però che l’apertura dei corridoi umanitari annunciata da Mosca per le 10:00 italiane ancora non è avvenuta. “I civili non possono rimanere bloccati in zona di guerra”, ha dichiarato Christine Jamet di MSF. “Le persone che cercano sicurezza devono poter fuggire senza la paura di essere coinvolte nelle violenze”.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.