Spara e tratta. Minaccia una Terza guerra mondiale nucleare ma poi dice che si può negoziare su un cessate-il-fuoco. Intanto, si contano a centinaia, forse migliaia, i civili ucraini uccisi dalle armate russe. Mattatoio Ucraina. Una replica della Siria nel cuore dell’Europa. Quanto alle aperture di Mosca, esse fanno parte della disinformatia che accompagna la guerra di aggressione. Perché quello che detta legge è sempre e solo il linguaggio della forza. Quello che Vladimir Putin conosce come pochi al mondo.

È stata un’alba cupa quella che ha aperto ieri il settimo giorno di offensiva russa in Ucraina. Anche ieri mattina le sirene d’allarme per gli attacchi aerei sono suonate in tutta la regione di Kiev, ma anche a Zhytomyr, a Pryluky nell’oblast di Chernihiv, e a Dnipro. E in serata, le sirene d’allarme sono risuonate di nuovo a Kiev. In mattinata l’esercito russo aveva annunciato di aver “preso il pieno controllo di Kherson”, ma le autorità ucraine hanno negato quanto affermato dal ministero della Difesa russo. Il sindaco, Igor Kolykhayev, ha reso noto che la strategica città è circondata ma ancora sotto controllo ucraino. «La città non è caduta, la nostra parte continua a difendersi», dichiara Oleksiy Arestovych, consigliere della presidenza ucraina, citato da Sky News.

Prosegue anche l’avanzata delle truppe russe verso il centro di Kiev: il sindaco della capitale ucraina, Vitali Klitschko, ha scritto su Telegram che «il nemico sta raccogliendo le forze più vicino alla capitale. Ci stiamo preparando e difenderemo Kiev. Kiev sta resistendo e resisterà», ha infine aggiunto. Nella notte scorsa a Kharkiv, città nella zona est del Paese pesantemente colpita martedì dai bombardamenti, sono arrivati i paracadutisti dell’esercito russo. Secondo quanto riportato dall’esercito ucraino, i militari avrebbero attaccato un ospedale, mentre per le strade si registrano gli ennesimi scontri a fuoco. Nella seconda città più popolosa dell’Ucraina almeno 21 persone sono state uccise e altre 112 sono rimaste ferite: lo rende noto il sindaco, citato dalla Bbc. Il governatore della regione di Kharkiv, Oleg Synegubov, afferma – sempre citato da Bbc – che “il nemico russo ha subito perdite significative”. Intorno alle 15 locali un ulteriore raid ha colpito il centro della città: sarebbero stati danneggiati il palazzo del consiglio municipale, il palazzo del Lavoro e altri edifici: ci sarebbero quattro morti e nove feriti. L’agenzia ucraina Ukrinform ha riferito di un attacco missilistico russo vicino alla torre della televisione di Kharkiv.

Lo Stato Maggiore delle Forze armate ucraine ha comunicato, nella mattinata di ieri, che le forze russe “stanno provando ad avanzare in tutte le direzioni”, ma “trovano la resistenza dell’esercito ucraino e stanno subendo perdite”. Come si legge sulla pagina Facebook del ministro della Difesa di Kiev, «visto l’insuccesso della loro avanzata, i russi continuano a bombardare e sferrare attacchi missilistici su infrastrutture cruciali, al fine d’intimidire la popolazione civile, che è coraggiosamente fianco a fianco delle Forze armate ucraine. Il morale del nemico e la sua volontà di vincere stanno rapidamente declinando a causa della solida difesa delle nostre truppe», continua il messaggio, «gli occupanti hanno subìto perdite in tutte le direzioni». Finora sarebbero almeno 136 i civili uccisi dall’inizio della guerra, secondo quanto riportano le Nazioni Unite. I feriti sono invece circa 400.

Una portavoce dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani, Liz Throssell, si è però detta convinta che il bilancio delle vittime sia molto più alto. Le cifre del governo ucraino, invece, parlano di 2000 civili uccisi e 1.684 feriti. La Russia ha fornito ieri per la prima volta un bilancio delle sue vittime nell’offensiva in Ucraina, parlando di 498 soldati uccisi e 1.597 feriti. Lo riferisce il ministero della Difesa di Mosca, citato da Interfax. Le forze armate ucraine nelle vicinanze di Enerhodar, città nel sudest dell’Ucraina sede di sei reattori nucleari dell’era sovietica, sono pronte a difendersi mentre le forze russe si avvicinano. Lo ha dichiarato Anton Heraschenko, vice ministro dell’Interno di Kiev, affermando che le unità ucraine terranno la propria posizione fino all’ultimo. Sui social media e sulle testate online sono state diffuse immagini dei residenti di Enerhodar intenti a costruire barricate: nel pomeriggio però la corazzata russa ha attaccato con granate e spari.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato che le forze di Kiev hanno ucciso quasi 6.000 militari russi in sei giorni di guerra ed ha ammonito Mosca sul fatto che “non può vincere con le bombe e i missili”. Zelensky ha pubblicato un messaggio sul suo canale Telegram, invitando gli ebrei di tutto il mondo a “non rimanere in silenzio”, dopo l’attacco missilistico al memoriale dell’Olocausto di Babyn Yar a Kiev. La Russia, ha detto, sta cercando di “cancellare” l’Ucraina e la sua storia. «Hanno l’ordine di cancellare la nostra storia, cancellare il nostro paese, cancellare tutti noi», ha commentato. «Siamo in attesa di segnali positivi sull’adesione dell’Ucraina all’Unione europea», ha poi aggiunto in un tweet. Intanto, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione che condanna l’invasione russa dell’Ucraina, con 141 Paesi che hanno votato a favore, cinque contrari e 35 astenuti. I 5 Paesi contrari sono Russa, Bielorussia, Corea del Nord, Siria ed Eritrea. Nel suo intervento, l’ambasciatore ucraino all’Onu, Sergiy Kyslytsya, ha accusato la Russia di “genocidio”. «L’invasione russa ha lo scopo di privare l’Ucraina del diritto stesso di esistere. Sono venuti per la soluzione finale contro gli ucraini», ha detto nel suo intervento all’Assemblea Generale. «Più di 80 anni fa, un altro dittatore ha cercato di ricorrere alla soluzione contro un altro popolo. Ha fallito quando il mondo ha risposto in modo risoluto e unito», ha sottolineato. Quel dittatore era Adolf Hitler.

«Accolgo con favore l’approvazione dell’Onu, con una maggioranza senza precedenti, di una risoluzione con un forte appello alla Federazione Russa a fermare immediatamente l’attacco infido all’Ucraina. Ringrazio tutti e tutti gli Stati che hanno votato a favore. Hanno scelto il lato giusto della storia», twitta ancora Zelensky. «In modo devastante per l’aggressore, l’esito del voto dell’Onu mostra in modo convincente che si è formata e sta operando una coalizione globale anti-Putin. Il mondo è con noi. La verità è dietro di noi. La vittoria sarà nostra!». Quanto allo “Zar”, è alla ricerca di un Lukashenko ucraino. Un fedele vassallo da mettere a capo dell’Ucraina domata. E sembra averlo trovato. L’ex presidente ucraino filorusso Viktor Yanukovich, deposto a seguito delle proteste di piazza Maidan nel 2014, si trova attualmente a Minsk, in Bielorussia. Secondo la testata online Ukrainska Pravda, che cita una fonte dell’intelligence di Kiev, il Cremlino si starebbe preparando per un’operazione speciale per reinsediarlo. Intanto, non si possono escludere “rischi di scontro diretto” tra Russia e Nato. A dirlo il viceministro degli Esteri russo, Aleksandr Grushko, secondo il quale esiste il rischio che “incidenti” con l’Alleanza atlantica possano “degenerare in una direzione del tutto inutile”.

Dalla “diplomazia delle armi” a quella delle parole. La delegazione ucraina arriverà nella località prevista per il secondo round di colloqui con la Russia nella mattinata di oggi. Lo ha detto il capo negoziatore di Mosca, Vladimir Medinsky, confermando che come luogo per i negoziati è stata scelta di comune accordo con Kiev l’area della foresta di Bialowieza, al confine tra Bielorussia e Polonia. Per lo spostamento, l’esercito russo ha fornito un corridoio di sicurezza alla delegazione ucraina, ha aggiunto, citato dalla Tass. Dal canto suo, Kiev ha confermato che i suoi negoziatori sono partiti per raggiungere il luogo dell’incontro, inizialmente previsto per ieri sera. Ma in Russia c’è anche chi dice “Niet”. Manifestando contro la guerra e rischiando per questo la galera. Sono 7.032, dal 24 febbraio, le persone arrestate in Russia durante le proteste contro l’aggressione all’Ucraina. Lo rende noto il sito indipendente OVD-Info che si occupa della tutela dei diritti umani in Russia precisando che ogni dipartimento di polizia potrebbe avere più detenuti di quelli che compaiono negli elenchi.

A mordere sono soprattutto le sanzioni. L’80% del sistema bancario russo è ora soggetto a qualche genere di sanzione imposta dall’Occidente, mentre l’esclusione delle 7 banche russe dallo Swift (Vtb Bank, Bank Rossiya, Bank Otkritie, Novikombank, Promsvyazbank, Sovcombank e Veb.rf) attiva da oggi va a colpire il 25% dell’intero sistema. E’ quanto si apprende da fonti europee. Dal 25% è esclusa la Veb.rf, in quanto si tratta di una banca di sviluppo. La lista delle banche estromesse dallo Swift, precisano ancora le fonti, potrà essere aggiornata. Nel nuovo pacchetto di sanzioni c’è anche il divieto di esportare euro in Russia. L’economia russa è stata seriamente colpita dalle sanzioni imposte dall’Occidente in seguito all’invasione dell’Ucraina. Lo ha ammesso il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov commentando il discorso sullo Stato dell’Unione del presidente americano Joe Biden. Lo riporta la Cnn. “L’economia russa sta subendo seri colpi”, ha detto Peskov durante una telefonata con i giornalisti stranieri. “Ma c’è un certo margine di sicurezza, c’è del potenziale, ci sono dei piani, i lavori sono in corso” e l’economia russa “rimarrà in piedi”, ha aggiunto. Fino a quando?

Esperto di Medio Oriente e Islam segue da un quarto di secolo la politica estera italiana e in particolare tutte le vicende riguardanti il Medio Oriente.