Bombardamenti a tappeto, con un missile che ha centrato e devastato la sede del governo regionale. Kharkiv, seconda città dell’Ucraina, è da ore l’obiettivo principale dei missili del Cremlino, con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky che ha accusato Mosca di “crimini di guerra” e “atti di terrorismo” per il bombardamento avvenuto stamane sulla città, che dista circa 40 chilometri dal confine russo.

L’obiettivo dell’attacco alla sede del governo regionale di Kharkiv, secondo la Bbc che cita il comando operativo ucraino, era uccidere il governatore e la squadra che con lui guida la difesa della città. Un bombardamento talmente potente da provocare danni anche a palazzi lontani decine di metri dalla sede governativa.

Ma perché Kharkiv è diventata l’epicentro della battaglia in Ucraina? Il problema per Mosca è che la parte più orientale dell’Ucraina sta resistendo ben oltre le aspettative dell’intelligence russa, che immaginava un conflitto lampo nel Paese, una ‘partita’ da risolvere in 48 ore con la fuga di Zelensky e l’instaurazione di un governo-amico a Kiev.

In effetti nella giornata domenica la città era caduta brevemente in mano alle truppe russe, salvo poi venir riconquistata grazie alla strenua resistenza delle forze militari ucraine. Insomma, Kharkiv è diventata una città chiave per il governo di Kiev per tenere in piedi il fronte occidentale della guerra contro le truppe fedeli a Putin.

A spiegare l’importanza di Kharkiv è anche Michael Kofman, analista del CNA, il Center for a new american security, un think thank statunitense: “La campagna militare russa si basava sulla speranza che avrebbero potuto ottenere un successo rapido e che non avrebbero affrontato una forte difesa”, mentre sfortunatamente per il Cremlino “la parte orientale dell’Ucraina sta bloccando l’espansione del fronte ad altre zone”.

La ‘sorpresa’ russa della forte resistenza incontrata a Kharkiv è dovuta a due fattori: da una parte l’imponente sforzo bellico messo in campo da Mosca, con le truppe ammassate a Belgorod, a soli 90 minuti a nord-est della città; dall’altra la prevalenza di cittadini di lingua russa in città, circostanza che aveva fatto ‘sperare’ all’esercito di Putin di poter conquistare facilmente la seconda città dell’Ucraina.

Napoletano, classe 1987, laureato in Lettere: vive di politica e basket.