Al quinto giorno dall’inizio dell’invasione russa, il bilancio delle vittime inizia a farsi pesante. Secondo l’Onu sarebbero 102 i civili morti e 16 bambini. Tra i più piccoli 45 sarebbero rimasti feriti. Ma il numero reale delle vittime potrebbe essere molto più alto. Le autorità di Kiev parlano infatti di 352 morti tra cui 14 bambini. Mosca nega i raid contro aree residenziali, ma abbondano le evidenze degli attacchi a case, scuole e ospedali. Sul fronte russo invece sarebbero circa 5.300 i morti dall’inizio dell’invasione, secondo il bilancio fornito da parte ucraina e riportato dal Guardian, che sottolinea come non sia possibile verificare i dati in modo indipendente. Il bilancio dei militari di Kiev parla anche di 191 tank, 29 velivoli, altrettanti elicotteri e 816 blindati distrutti.

Si sono conclusi senza una svolta, come ampiamente temuto, i primi colloqui tra Ucraina e Russia sul conflitto in Ucraina, organizzati in un luogo segreto in Bielorussia: per il capo delegazione di Mosca sarebbero stati individuati ‘punti su cui trovare posizioni comuni’, quindi un nuovo incontro dovrebbe avvenire nei prossimi giorni. Nel quinto giorno dall’invasione russa, e all’ombra delle minacce nucleari di Mosca, i combattimenti e gli attacchi sono proseguiti, facendo aumentare il bilancio di vittime e sfollati. La comunità internazionale continua a lavorare dietro le quinte, dopo aver deciso severe sanzioni verso Mosca, con un colloquio tra il presidente degli Stati Uniti Joe Biden e gli alleati e un incontro tra il presidente francese Emmanuel Macron, il cancelliere tedesco Olaf Scholz, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

Nel pomeriggio, Macron ha parlato a Putin al telefono. Il francese gli ha chiesto di fermare gli attacchi ai civili, punto su cui il russo si è impegnato, ha riferito l’Eliseo. Putin, secondo i media russi, ha posto le condizioni a un accordo: ‘solo tenendo conto incondizionatamente dei legittimi interessi della Russia’, ossia ‘il riconoscimento della sovranità russa sulla Crimea’, la ‘smilitarizzazione e denazificazione dello Stato ucraino e la garanzia sullo status neutrale’.

All’Assemblea generale Onu, nella prima sessione d’emergenza da decenni, l’ambasciatore russo Vasily Nebenzya ha invitato le Nazioni unite a ‘contribuire ad avvicinare le posizioni’ delle parti, ribadendo però: ‘Non è la Russia ad aver iniziato le ostilità. Sono state avviate dall’Ucraina’. L’ambasciatore ucraino Serhiy Olehovych Kyslytsya ha parlato invece di invasione ‘non provocata’ della Russia, mentre il segretario generale Antonio Guterres ha lanciato un messaggio forte e diretto: ‘I combattimenti in Ucraina devono finire, ora’. E ha descritto l’ordine di Putin sull’allerta delle forze di deterrenza nucleare come ‘uno sviluppo agghiacciante’, “con implicazioni potenzialmente disastrose per tutti noi”.

Il presidente Volodymyr Zelensky, guardando a Occidente, ha poi firmato la richiesta di immediata adesione all’Ue. Domani il Parlamento europeo, riunito in una sessione Plenaria sulla crisi russo-ucraina, voterà una risoluzione che “chiede alle istituzioni dell’Ue di adoperarsi per concedere all’Ucraina lo status di candidato all’Ue, in linea con l’articolo 49 del trattato sull’Unione europea e sulla base del merito”.

Dalla Svizzera è arrivata la decisione di applicare le stesse sanzioni volute dall’Ue, mentre la Finlandia ha fatto lo storico passo di decidere l’invio di armi a Kiev. Anche l’Italia ha approvato analogo invio di equipaggiamenti militari, così come hanno fatto Usa, Germania e Unione europea (per il blocco è la prima volta).

L’Ue si prepara ad accogliere un flusso massiccio di profughi dall’Ucraina. Secondo la stima dell’Alto commissario Onu per i rifugiati, Filippo Grandi, sono ormai oltre 500mila le persone fuggite all’estero. I media hanno dato notizia di folla e caos nelle stazioni, così come di code di auto lunghe chilometri ai valichi. Nel Paese la tensione resta altissima, la resistenza all’invasione prosegue.

A Kiev, nel pomeriggio le sirene d’allarme hanno di nuovo risuonato per potenti esplosioni, secondo Cnn a est del centro. La gente continua a rifugiarsi nei rifugi improvvisati e nella metropolitana e la capitale ha annunciato un nuovo coprifuoco dalle 20 alle 7 di domani (martedì), dopo quello del fine settimana. Kharkiv, seconda città del Paese vicino al confine russo, è stata pesantemente colpita da razzi russi, ha denunciato Anton Gerashchenko, consigliere del ministero dell’Interno ucraino, parlando di “decine morti e centinaia feriti”. Ore dopo, l’agenzia statale per le emergenze ha parlato di almeno 7 morti e decine di feriti, sottolineando che il numero è destinato ad aumentare.

Secondo l’Onu sono almeno 102 i civili uccisi, centinaia quelli feriti, in quattro giorni di guerra, probabilmente di una sottostima. Zelensky ha parlato di almeno 16 bambini uccisi. Varie parti, come funzionari di Usa e Regno Unito, hanno sminuito la minaccia nucleare di Putin. Tuttavia, per molti essa ha risvegliato il ricordo della crisi dei missili di Cuba del 1962 e i timori che l’Europa sia trascinata in un conflitto diretto con la Russia.

E, in un’altra potenziale escalation, la Bielorussia è pronta a inviare militari a sostegno di Mosca, secondo l’intelligence statunitense. La parte più consistente delle truppe russe, secondo Londra, è a circa 30 chilometri a nord di Kiev. Su altri fronti, i porti strategici del sud come Mariupol sono stati assaltati e un deposito di petrolio è stato bombardato nella città orientale di Sumy. (Fonte: LaPresse)

Laureata in Filosofia, classe 1990, è appassionata di politica e tecnologia. È innamorata di Napoli di cui cerca di raccontare le mille sfaccettature, raccontando le storie delle persone, cercando di rimanere distante dagli stereotipi.