Il presupposto fondamentale è che “Nankurunaisa” non è una parola. In giapponese, infatti, si scrive staccato: “Nankuru nai sa”, ed è in realtà un dialetto della città di Okinawa. In Occidente l’espressione si è diffusa in modo errato, come se fosse una sola parola, e ne è stato anche travisato il significato.

Il modo di dire infatti è stato decontestualizzato ed estrapolato da una frase in realtà più lunga: “Makutu sookee nankuru nai”. la cui traduzione suonerebbe più o meno così: “Comportati come dovresti e in qualche modo vedrai che tutto andrà bene”. Una specie di proverbio per sottolineare che in fin dei conti tutto andrà come dovrà andare, senza preoccuparsi troppo delle cose.

Un bel mantra, che può fornire energia positiva nell’approcciare i problemi della vita: per questo motivo molti hanno scelto di tatuarselo indelebilmente sulla pelle. È circolato in questi giorni sui social il video della lite tra un tatuatore e il suo cliente: quest’ultimo avrebbe chiesto un tatuaggio con la scritta “Never give up” sulla schiena, ma l’uomo avrebbe sbagliato scrivendogli appunto “Nankurunaisa”, basandosi sulla fotto fattagli vedere dal cliente che però l’aveva usata soltanto come esempio per il font.

I due protagonisti del video virale hanno reso la scena molto credibile. Ma si trattava di una gag, per ammissione stessa del tatuatore. Se spesso capita di leggere di errori simili, scritte sgrammaticate o con refusi evidenti solo al termine del lavoro artistico, le cose si complicano maggiormente quando ci si affida a una lingua straniera. Così, anche quella che doveva essere un semplice scherzo si è trasformato comunque un errore, con la frase giusta, ma scritta tutta attaccata e quindi, sbagliata.