Il quinto vaccino anti-coronavirus a essere approvato in Unione Europea, e quindi in Italia, potrebbe essere quello prodotto dall’azienda tedesca CureVac. Il siero potrebbe essere distribuito a partire da giugno, se verrà autorizzato a maggio. Va somministrato in due dosi. Per iniezione intramuscolare. C’è chi si è spinto a dire che questo preparato potrebbe essere la soluzione e anche la rivoluzione nella corsa contro il covid-19.

Il primo aspetto da chiarire: CureVac è un vaccino a mRna. E quindi come Pfizer e Moderna. Fino a questo punto, a causare più problemi, per ritardi e sospensioni dovuti a sospetti trombi in persone che avevano ricevuto il vaccino, alla campagna sono stati i vaccini Johnson&Johnson e AstraZeneca, entrambi a vettore virale – uno studio dell’Università di Oxford e dell’Office for National Statistics Britannico ha comunque rilevato un’efficacia che dopo la prima somministrazione riduce di quasi due terzi il rischio del contagio, sia per AstraZeneca che per Pfizer.

La tecnica a Rna messaggero trasmette le istruzioni genetiche alle cellule per produrre la proteina Spike di cui il virus si serve per infettare. Dopo la somministrazione le cellule leggono il messaggio e producono la Spike. Il sistema immunitario riconosce la proteina estranea e produce anticorpi e cellule T che difendono l’organismo. E quindi producendo quelle difese che torneranno utili in caso di contagio.

L’Ema potrebbe approvarlo a maggio. Il direttore dell’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) Nicola Magrini ha detto al Corriere della Sera che la distribuzione potrebbe partire a giugno. La revisione dell’Ema è partita a febbraio. Alla fase 3 della sperimentazione che sta per terminare hanno partecipato 36.500 volontari tedeschi. Ancora non sono disponibili dati sull’efficacia. Un pregio rispetto agli altri due vaccini a mRna: non va conservato a meno 80 grandi sottozero ma a cinque gradi, e resiste per tre mesi. Le due dosi andrebbero somministrate a quattro settimane di distanza.

L’amministrazione delegato della società Franz Werner Hass ha dichiarato che la società prevede una produzione di 300 milioni di dosi entro l’anno e un miliardo entro il 2022. L’Unione Europea ha chiuso un accordo lo scorso novembre, come annunciato da Ursula von der Leyen. Il gruppo ha stretto accordi con i colossi della farmaucetica Bayer e GlaxoSmithKline per la produzione. Sarebbe interessato al prodotto anche Elon Musk, patron della Tesla.

A dir poco entusiasta il commento dell’immunologo socio dell’Accademia Nazionale dei Lincei Guido Forni a Cusano Italia Tv. “Se arrivasse nel giro di poche settimane e funzionasse un vaccino europeo a mRna, sarebbe fantastico, sarebbe la soluzione – ha osservato – È una ditta tedesca finanziata dall’Europa che ha una tecnologia più avanzata rispetto a Pfizer e Moderna. Il vaccino si può conservare a temperatura ambiente e non dovrebbe avere effetti collaterali. Se tutto va bene, questo vaccino sarà la rivoluzione dei vaccini”.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.