Le polemiche e le smentite
Crosetto, le assenze in Cdm e il caso dossieraggi: tensioni sul gigante diventato ministro dell’autodifesa

C’è davvero maretta tra Giorgia Meloni e il suo ministro della difesa? I rapporti, a quanto risulta, non sarebbero mai stati tanto tesi: Guido Crosetto sarebbe finito, per una lunga serie di motivi, nella lista dei “cattivi” del governo. Non sappiamo quanto ci sia di vero nei retroscena di cui si parla e quanto possa invece essere frutto dei veleni che girano. Si dice che il ministro della Difesa sia stato colto alla sprovvista dall’informatissimo articolo di Francesco Verderami sul “Corriere della Sera”, che ha rivelato a quale punto sia il dissidio tra il “big” di Fratelli d’Italia e Giorgia Meloni.
Le assenze in Cdm
Per smentire il quotidiano milanese, Crosetto ha scritto una puntuta replica su “X” (Twitter) e, senza mai citare né il “Corriere” né Verderami, ha provato a rispondere nel merito delle numerose assenze agli ultimi Cdm. Che non sarebbero pochi: una decina. «Avevo altri impegni», ha fatto cadere dall’alto il titolare della Difesa, sostenendo che i ministri possano evitare di presenziare alle riunioni a Palazzo Chigi, anche quando all’ordine del giorno ci sono argomenti di loro competenza. «Non in tutti i Cdm ci sono argomenti che riguardano la Difesa e non possono essere fissati tenendo conto delle agende, degli impegni istituzionali od internazionali di ogni ministro […]. Avvertendo e concordando prima eventuali posizioni e quindi non arrecando alcun problema al Consiglio, i ministri impegnati in altro, sono assenti», ha argomentato Crosetto.
Crosetto e il caso dossieraggi
Quello delle mancate presenze è poco più di un pretesto, però, perché i malumori veri risiedono altrove. La questione dossieraggi è rovente, e su quella ieri Crosetto è stato audito dal Copasir. La guerra con i magistrati da un lato e con alcune “mele marce” dei servizi (come lui stesso le ha chiamate) dall’altro rischiano di logorare anche il più solido dei colonnelli di Fratelli d’Italia. «Se Meloni vuole, lascio», si sarebbe spinto a confessare. Il periodo per Crosetto è di grande trambusto. Prima l’interrogatorio in procura a Perugia nel quale raccontava di rapporti “non particolarmente buoni con l’Aise” che “in più di un’occasione avrebbero potuto anche creare problemi alla sicurezza nazionale”.
Poi la rassicurazione pubblica che no, i rapporti con l’Agenzia sono eccellenti e che il riferimento era soltanto a poche eccezioni. In sottofondo, l’ipotesi che qualcuno abbia voluto creargli problemi prendendo di mira il concorso della moglie, che avrebbe voluto integrare proprio l’organico di apparati di intelligence. Se Giorgia Meloni si convincesse a far girare la ruota del suo esecutivo, uno dei nomi che ballano è il suo.
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