Avrebbero ricevuto un cocktail di farmaci contro l’infezione da Covid-19 e tra questi, a loro insaputa, c’era anche l’Ivermectina, il noto anti-parassitario veterinario e per la sverminazione dei cavalli che secondo strambe teorie complottiste promosse dai no Vax curerebbe l’infezione da Sars-Cov-2.

È quanto denunciato da un gruppo di detenuti reclusi in una prigione dell’Arkansas, negli Stati Uniti. I carcerati hanno intentato una causa allo Stato dell’Arkansas tramite l’American Liberties Union (ACLU), scrive la BBC: in particolare il gruppo ha riferito che dopo aver contratto il Coronavirus in carcere ricevuto un “cocktail di farmaci” che conteneva vitamine, antibiotici e steroidi, oltre appunto all’Ivermectina.

Dopo l’assunzione del farmaco, somministrato senza previo consenso informato e soprattutto senza sapere che lo stesso non era mai stato approvato ufficialmente per trattare l’infezione da Sars-Cov-2, i detenuti hanno sofferto di problemi di visione, diarrea e crampi allo stomaco. Da parte sua il medico del penitenziario che ha somministrato il coktail di farmaci, Robert Karas, ha respinto ogni accusa, spiegando che nessun detenuto è stato costretto a sottoporsi alle cure.

Non la pensa così il direttore legale dell’ACLU Arkansas, Gary Sullivan: “Nessuno, compresi gli individui incarcerati, dovrebbe essere ingannato e soggetto a sperimentazione medica. Il centro di detenzione non ha utilizzato cure sicure e appropriate per il Covid-19, anche se nel bel mezzo di una pandemia, e deve essere ritenuto responsabile”.

Secondo quanto riferito in una lettera inviata dall’avvocato di Karas agli inquirenti lo scorso settembre, quando le accuse nei suoi confronti sono venute alla luce, sono stati 254 i detenuti trattati col farmaco dal novembre 2020.

La bufala sull’Ivermectina

Quanto all’Ivermectina, è ormai noto e chiaro che il farmaco anti-parassitario per la sverminazione dei cavalli non può e non deve essere utilizzato contro l’infezione da Covid-19. Durante l’estate nel 2021 negli Stati Uniti ma anche in Europa si era registrato un preoccupante picco nell’utilizzo del farmaco: in particolare negli States il Center for Disease Control and Prevention (CDC) aveva riferito che vi era stato un brusco aumento delle chiamate per persone che avevano subito gravi effetti collaterali dopo aver assunto l’Ivermectina.

Anche per questo la Food and Drug Administration, l’equivalente dell’Aifa in Italia, era stato costretta ad intervenire smentendo la narrazione dei No Vax sull’utilità del farmaco. “Non sei un cavallo. Non sei una mucca. Seriamente, a tutti voi: smettetela”, era stato il messaggio dell’FDA sui social network per convincere gli americani a non utilizzare più il farmaco per cavalli contro il Covid-19.

L’Ivermectina, è bene chiarirlo, può essere utilizzata in piccole dosi esclusivamente per trattare alcune patologie umane come le infezioni causate da vermi parassiti e pidocchi, o la scabbia.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia