“Voi li fate i tamponi?“. E’ la domanda rivolta ai sanitari del 118 intervenuti d’urgenza in un appartamento di Barra, periferia est di Napoli, dopo una segnalazione (fake) relativa alla perdita di coscienza di una persona diabetica. Una richiesta paradossale quella fatta al personale medico della postazione Annunziata che una volta intervenuto nel giro di pochi minuti nell’abitazione in via Vicinale Porchiano si rende conto della messa in scena realizzata dalla famiglia.

Il fine infatti era un altro: sottoporsi tutti a tampone, gratis, dopo la positività di una componente della stessa. Presenti infatti tutti della famiglia con doppia mascherina, circostanza che ha insospettito sin da subito il personale sanitari. Il paziente diabetico era perfettamente cosciente mentre la moglie, positiva al covid, chiede ai sanitari di sottoporre tutta la famiglia al tampone: “Io ho il virus, volevo sapere da voi se anche mio marito lo aveva”. Marito che non era vaccinato così come probabilmente anche il resto dei componenti. La stessa donna, nella telefonata alla Centrale Operativa del 118, aveva negato contatti e persone contagiate in famiglia.

Il personale – così come denunciato dall’associazione Nessuno Tocchi Ippocrate, da anni in prima linea per tutelare il lavoro di medici e infermieri– cerca di divincolarsi per attivare un mezzo apposito con personale in tuta ma è tutto inutile perché una intera famiglia blocca i sanitari in casa pretendendo il tampone.

Una situazione di tensione che è riuscita a non degenerare grazie alla diplomazia del personale medico che hanno convinto la famiglia a “liberarli” garantendo che nel giro di poco tempo sarebbe arriva una nuova ambulanza con personale specializzato con tute e dispositivi di sicurezza.

Riacquisita la libertà, la postazione Annunziata è stata costretta a sottoporsi alla procedure di sanificazione. “Un bluff che costerà caro all’equipaggio 118″ fa sapere il dottor Manuel Ruggiero, presidente dell’associazione Nessuno Tocchi Ippocrate. “La signora con questo escamotage voleva velocizzare i tempi di un tampone a domicilio – aggiunge – credo che questa cosa la pagherà cara e amara, tra i tanti capi d’accusa ci sarebbe il procurato allarme e l’interruzione di pubblico servizio”.

Successivamente, poco prima delle 18, la Centrale Operativa ha inviato una seconda ambulanza con i Dispositivi di protezione individuale. I sanitari hanno chiuso l’intervento con un codice verde.

Giornalista professionista, nato a Napoli il 28 luglio 1987, ho iniziato a scrivere di sport prima di passare, dal 2015, a occuparmi principalmente di cronaca. Laureato in Scienze della Comunicazione al Suor Orsola Benincasa, ho frequentato la scuola di giornalismo e, nel frattempo, collaborato con diverse testate. Dopo le esperienze a Sky Sport e Mediaset, sono passato a Retenews24 e poi a VocediNapoli.it. Dall'ottobre del 2019 collaboro con la redazione del Riformista.