Giunto alla sua sesta edizione, il rapporto Long-Term Megatrends dell’Italian Institute for the Future individua dieci fenomeni emergenti a partire da eventi, tendenze e segnali deboli dell’anno passato, frutto di un’attività di horizon scanning su base annuale. I megatrend sono tendenze di vasta portata, che coinvolgono diversi settori (tecnologici, economici, sociali, demografici) e una vasta parte del mondo. Sono tendenze di lungo periodo, vale a dire che emergono e si sviluppano nel corso di decenni, diversamente dai normali trend che durano pochi anni o spesso anche solo pochi mesi. Questi report, al contrario, si occupano di individuare, a partire da fenomeni, eventi e segnali deboli dell’anno appena passato, i nuovi, potenziali megatrend emergenti.

IL REPORT – Il primo tema del rapporto è il decoupling di Internet, ossia la tendenza a un disaccoppiamento tra il World Wide Web come lo conosciamo a trazione americana e un analogo russo. La “sovranità digitale” sta diventando infatti un’esigenza strategica primaria, dal momento che fino a oggi usare Internet significa connettersi a un’infrastruttura ospitata negli USA, Mentre la Cina, attaverso Huawei, punta all’agemonia sull’infrastruttura 5G e al sovranismo digitale, con conseguenze tutte da esplorare.

Il secondo trend riguarda il divario tra città e provincia, non nuovo, il quale si è acuito a partire dalla Grande Recessione iniziata nel 2008, alimentando risentimento e frustrazione nella parte più economicamente e socialmente fragile dell’Occidente. Quel che c’è di nuovo è che questo divario tra mondo urbano e mondo provinciale sta aumentando a tal punto da diventare la nuova linea di faglia politica, sostituendo quella tradizionale tra destra e sinistra a cui gli ultimi duecento anni circa ci hanno abituato. Di conseguenza, la provincia e le aree rurali negli Stati Uniti, in Francia, in Italia, nel Regno Unito e ora anche in molti paesi non-occidentali votano in maniera diametralmente opposta rispetto alla tendenza delle grandi città.

Il terzo trend vede al centro le sostanze psichedeliche. I trial clinici in corso negli Stati Uniti, dove la psilocibina viene sperimentata per il trattamento della depressione maggiore resistente alle terapie convenzionali, hanno infatti fornito risultati superiori alle aspettative. Le sostanze psichedeliche, a lungo messe al bando e trattate alla stregua di droghe pesanti, potrebbero presto entrare a pieno diritto nel mercato farmaceutico mondiale per i loro positivi effetti nel trattamento sia della depressione che di altri disturbi mentali, come dimostrano le sperimentazioni cliniche degli ultimi anni, al punto da parlare di un autentico “rinascinamento psichedelico“. Le applicazioni delle sostanze psichedeliche ai disturbi neurologici potrebbero essere numerosissime: oltre ai disturbi già citati, diverse sperimentazioni hanno già dato risultati molto positivi per il distress dei malati oncologici, per la dipendenza da alcol e nicotina, per lo stress post-traumatico. A tale riguardo, i ricercatori sottolineano che l’uso di queste
sostanze va sempre affiancato a un percorso psicoterapeutico.

Il quarto ambiente è al centro degli interessi militari. C’è una nuova corsa agli armamenti in atto, questa volta di tipo “spaziale”. Le armi anti-satelliti rappresentano un rischio ormai noto, a cui si aggiunge la nuova sfida dei missili ipersonici. È contro di essi che gli Stati Uniti hanno appena varato la nuova U.S. Space Force, seguiti dalla Francia e (forse) dall’Italia. Le sfide dei missili ipersonici sono molteplici, non solo per la loro capacità di sfuggire agli attuali sistemi di difesa missilistici: richiedono infatti nuovi processi di decision making a causa dei tempi di risposta molto brevi. Ciò favorirebbe il rischio di un’escalation nucleare.

Il quinto trend si basa sulla crescita del divario tra le generazioni, con i Millennials e la generazione Z che accusano matures e boomers di aver “occupato il futuro”. La strutturazione del voto in coorti d’età dimostra che i giovani chiedono una rottura netta col passato e autorizzano a immaginare scenari simili a quelli che si videro dopo il 1968. La situazione attuale aggiunge al quadro un componente inedito, ovvero la percezione dei giovani che le generazioni più anziane abbiano dilapidato il loro patrimonio futuro, sia in termini economici che ambientali, a causa di un modello di crescita economica insostenibile sul lungo periodo. È a questo che si riferiscono le accuse di Greta Thunberg e del movimento Fridays for the Future: il pericolo percepito di un orizzonte futuro inesorabilmente precluso perché già esaurito e dilapidato, una sorta di violazione del patto intergenerazionale a favore delle possibilità delle generazioni a venire.

Il sesto trend riguarda il dibattito sul Green New Deal americano, formula subito copiata dall’Europa e dall’Italia, il quale suggerisce che nei prossimi anni le strategie nei confronti del cambiamento climatico inizieranno a includere anche nuove politiche economiche sostenibili. L’orientamento emergente che la formula Green New Deal suggerisce riguarda la stretta interrelazione tra sviluppo economico e decarbonizzazione: anziché considerare, come si è fatto finora, l’emergenza climatica un problema meramente tecnicoscientifico, cresce l’attenzione sul legame tra modelli insostenibili di crescita economica e devastazione dell’ambiente e del clima, puntando all’adozione di nuove politiche a favore della sostenibilità.