Prima il comitato di redazione del Tg2, poi il sindacoto Usigrai. In Rai amano le polemiche, anche quelle inutili. Ne sa qualcosa il giornalista Marco Damilano che da settembre sbarcherà sul terzo canale della televisione pubblica nazionale per condurre un programma di approfondimento giornalistico, una striscia di 10 minuti che inizierà alle 20:35. L’arrivo dell’ex direttore de L’Espresso, il settimanale da cui si è dimesso dopo la cessione della storica testata da parte del gruppo GEDI della famiglia Elkann all’imprenditore Danilo Iervolino.

“Quelle contro la nuova striscia di Rai3 mi sembrano polemiche incomprensibili. È una buona notizia che la Rai, finalmente, aumenti gli spazi d’informazione, ottemperando a quanto prevedono la concessione e il contratto di servizio”. E’ la posizione di Michele Anzaldi, deputato di Italia viva e segretario della commissione di Vigilanza Rai, che in un’intervista a ‘VigilanzaTv’ commenta i mal di pancia interni a viale Mazzini. “Negli ultimi anni abbiamo assistito solo al taglio dell’informazione e al peggioramento della qualità di quella esistente, addirittura a ripetute violazioni del pluralismo e della deontologia. Peraltro in questa occasione la Rai sottrae alla concorrenza uno dei suoi volti, Marco Damilano, da anni riferimento di quella che ormai è a tutti gli effetti la concorrente di Rai3, ovvero La7, quindi anche un’operazione di mercato“.

Per Anzaldi “valorizzare le risorse interne per un’azienda con 13mila dipendenti come la Rai è un dovere, ma se abbiamo scoperto che vengono addirittura pagati gli opinionisti e gli ospiti delle trasmissioni di informazione, se abbiamo scoperto che alcuni giornalisti esterni, peraltro palesemente schierati, vengono retribuiti per partecipare ai talk show di prima serata, come possiamo sorprenderci che la Rai si rivolga all’esterno anche per i conduttori? Perché la Rai nelle trasmissioni non fa crescere televisivamente i suoi giornalisti intanto chiamandoli come ospiti? Perché nei talk show abbiamo i giornalisti esterni pagati e non abbiamo i vicedirettori, i caporedattori e gli inviati Rai? Prima ancora di dargli una trasmissione da condurre, forse intanto si potrebbe chiamarli come opinionisti”.

Infine la stoccata al sindacato e ai Cdr dei telegiornali: “Con Damilano parliamo di un volto tv noto e dell’ex direttore di uno dei settimanali italiani più prestigiosi, in altri casi abbiamo visto giornalisti senza curriculum premiati con trasmissioni quotidiane, e non ricordo proteste di Usigrai e Cdr. Così come dal Cdr del Tg1 mi sarei aspettato la stessa protesta dopo che, in queste settimane, il loro tg ha mandato in onda in quasi tutte le edizioni servizi di fotoreporter esterni e freelance dall’Ucraina, quando la Rai aveva i propri inviati nelle stesse città. Corrispondenze per le quali un fotoreporter intervistato su Vanity Fair ha parlato di compensi da 1.500-2000 euro l’una. Quello spreco non l’hanno visto?”.

Redazione