Una vera e propria faida, giornalisticamente parlando, tra i due giganti dell’informazione in Italia. E’ quella andata in atto tra Repubblica e Corriere della Sera su due nomi di punta del giornalismo nel Paese: Roberto Saviano e Fiorenza Sarzanini.

L’autore di ‘Gomorra’, firma del giornale di Largo Fochetti per oltre 10 anni, come è noto passerà dal 15 gennaio prossimo al Corriere della Sera di Urbano Cairo. Un trasferimento clamoroso che segue la diaspora in corso nella nuova Repubblica targata John Elkann, che con la direzione di Maurizio Molinari ha visto dire addio a diverse firme storiche del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari, da Gad Lerner a Bernardo Valli, fino a Enrico Deaglio, Luca Bottura, Attilio Bolzoni e Pino Corrias.

Secondo un retroscena pubblicato da Professionereporter, sempre molto informato sulle vicende interne dei principali quotidiani italiani, lo “scippo” da parte di Rcs di Saviano sarebbe stato seguito dal tentativo da parte del gruppo Gedi di sottrarre al Corriere della Sera una delle sue firme più apprezzate: Fiorenza Sarzanini.

Da vent’anni al Corriere, dove si è occupata di cronaca giudiziaria seguendo alcuni dei casi più importanti degli ultimi anni, la Sarzanini con lo scoppiare della pandemia di Coronavirus è passata ad occuparsi anche dei provvedimenti del governo in materia, anticipando in esclusiva il primo decreto dell’esecutivo del 7 marzo scorso in cui si impedivano gli spostamenti dalla Lombardia.

L’indiscutibile curriculum e la volontà di reagire allo ‘smacco’ della perdita di Saviano avevano spinto i vertici di Repubblica a contattare la Sarzanini e, secondo Professionereporter, a offrirle la carica di vicedirettore più uno stipendio importante. Stando al retroscena, la giornalista avverte il suo direttore, Luciano Fontana, e Rcs non perde un minuto: il gruppo di Cairo passa al contrattacco e offre alla Sarzanini la vicedirezione con incentivi economici, oltre alla guida dell’ufficio romano del Corsera.

Da ieri, 11 gennaio, la giornalista è tra i vicedirettori del quotidiano milanese assieme a Barbara Stefanelli, Daniele Manca, Venanzio Postiglione e Giampaolo Tucci. Per Repubblica il blitz si è rivelato un fallimento.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia