In occasione di quella che è stata designata dagli studiosi come la data dell’inizio del viaggio dantesco nell’Aldilà, ovvero il 25 marzo (del 1300), il ministero dei Beni Culturali ha istituito il Dantedì, la prima giornata internazionale dedicata al poeta fiorentino. Tuttavia, il suo esordio rischiava di essere compromesso dalla chiusura di tutte le istituzioni culturali coinvolte, scuole, accademie, università e musei, a causa del Coronavirus. E invece è stato il web ad accogliere con grande entusiasmo i numerosi dantisti e studiosi di letteratura, ma anche appassionati e lettori di tutto il mondo, che si sono spesi in iniziative di diffusione e condivisione delle opere dantesche.

Su Youtube da Carlo Ossola, presidente del Comitato Nazionale per le celebrazioni dei settecento anni dalla morte di Dante, che si terranno nel settembre del prossimo anno, è partito l’appello di partecipazione al progetto, che ha visto poi intervenire, tra gli altri, anche il presidente dell’Accademia della Crusca, Claudio Marazzini. Quest’ultimo ha spiegato come lo scopo della festa fosse quello di unire dantisti e «dantofili», come li definiva Giosuè Carducci, ossia studiosi, ma anche appassionati ed estimatori, che hanno contribuito sui vari canali social attraverso gli hashtag ufficiali #IoleggoDante e #Dantedì.

Accanto agli approfondimenti dei Centri di Studi danteschi di tutto il mondo, gli Uffizi hanno allestito sul loro sito un’esposizione virtuale intitolata Non per foco ma per divin’arte. Immagini dantesche dalle Gallerie degli Uffizi, ossia una selezione di 11 opere tra dipinti, disegni e sculture dal Quattrocento all’Ottocento che raccontassero i personaggi e la ricezione dell’Alighieri nella storia dell’arte. Letture di versi e approfondimenti dedicati alla Divina Commedia sono stati inoltre organizzati in molti istituti scolastici attraverso lezioni a distanza.

Per il Dantedì, il Ministero dell’Istruzione aveva anche lanciato nei mesi scorsi un concorso che coinvolgesse gli studenti con video, disegni, fumetti, opere artistiche e coreografie. Più di 300 sono stati gli elaborati giunti dalle varie scuole italiane. La ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, sul suo profilo Facebook ha condiviso il video realizzato dai ragazzi dell’Istituto Vittorio Gassman di Roma, citando la sua terzina preferita: «Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza».

Reading e performance artistiche si sono susseguite in radio, coinvolgendo personalità come Roberto Benigni, Vittorio Gassman, Giorgio Albertazzi e Samantha Cristoforetti, oltre che in tv, la Rai ha mandato in onda la miniserie del 1965 diretta da Vittorio Cottafavi, Vita di Dante, e interpretata da Giorgio Albertazzi e Loretta Goggi. Il primo Dantedì si è rivelato, nonostante il Covid-19, una splendida iniziativa che ha visto gli italiani uniti sotto il segno della bellezza e della sinfonia delle terzine dantesche.