La maturità resta ma semplificata e leggera. È la strategia intrapresa dal ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina per adattare l’esame di Stato all’emergenza Coronavirus. A meno che la chiusura delle scuole non sia prorogata fino all’inizio del nuovo anno scolastico, a settembre, i maturandi 2020 avranno ugualmente il loro esame, sebbene in formato light.

Come anticipato dal Corriere della Sera, l’annuncio ufficiale potrebbe arrivare oggi, durante il question time al Senato. Lì il ministro potrebbe spiegare in che modo si svolgeranno le prove. Le prime indiscrezioni dicono che  nelle commissioni non ci saranno commissari esterni, quelli cioè provenienti da altre scuole, ma i sei commissari saranno tutti interni e coordinati da un presidente esterno. Una scelta che va incontro non solo alle necessità degli studenti ma anche alla volontà di ridurre gli spostamenti del personale docente impegnato nella sessione d’esame.

Per una definizione più puntuale delle prove sarà inevitabile attendere la data di riapertura delle scuole. Se gli studenti torneranno in aula già dai primi di maggio, potrebbe rimanere la seconda prova, quella caratterizzante per ciascun indirizzo di studi. Al contrario, se i tempi dovessero slittare fino a giugno, allora si procederà ad un ulteriore sfoltimento delle prove d’esame.