Alessandra Cuevas è la figlia maggiore di Teresa Buonocore. Oggi studia all’Università di Salerno: Lettere Moderne. La sorella più piccola, Michelle, al Dams dello stesso ateneo. Dieci anni fa la loro vita fu sconvolta da un efferato delitto: la madre Teresa Buonocore veniva assassinata a colpi di pistola da due sicari a via Ponte dei Granili, a Napoli. Era il 20 settembre 2010. “Quando mamma venne a sapere degli abusi che avevo subìto lottò con tutte le sue forze per avere giustizia, ma a me non trasmise mai ansia o paura. Mi diceva sempre andrà tutto bene. La serenità che ha saputo infondermi è il ricordo più bello che ho di lei”, dice Alessandra Cuevas in un’intervista al Corriere del Mezzogiorno, in occasione della Giornata Mondiale contro il Femminicidio.

Quando aveva otto anni fu vittima di abusi sessuali. La madre accusò e testimoniò contro Enrico Perillo, amico e vicino di casa a Portici, dove Teresa Buonocore viveva con i suoi quattro figli. L’uomo fu condannato a 16 anni agli arresti domiciliari. Perillo assoldò due sicari, Alberto Amendola e Giuseppe Avolio, entrambi rei confessi, per uccidere la donna, avvocato penalista di Napoli. I sicari vennero condannati a 22 e 18 anni di reclusione. All’ergastolo il mandante, che la ragazza ha dovuto incontrare più volte in Tribunale. “Non è mai stato facile – racconta – mai. Ricordo che una volta, all’uscita, sono tornata a casa e ho dormito per un tempo lunghissimo, nemmeno io ricordo più per quanto”.

Foto da Facebook (Alessandra Cuevas)

Il giorno dopo l’omicidio le forze dell’ordine scoprirono un arsenale nel garage di Perillo: cinque pistole, due pistole mitragliatrici, 2.632 cartucce, due giubbotti antiproiettili e diciotto caricatori. Quel 20 settembre 2010 “fu un dolore indicibile e improvviso”, dice Cuevas. “Il giorno prima eravamo andati al cinema – ricorda – il giorno dopo mamma era morta. Dall’omicidio al funerale trascorsero dieci giorni e io li ricordo tutti, uno per uno, in ogni dettaglio. Ma non ho ancora tutto chiaro in mente, penso che mi ci vorranno degli anni per elaborare tutto”.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha conferito nel 2017 a Buonocore la medaglia d’oro al valor civile. In prima persona, 10 anni fa, si impegnò Vincenzo De Luca, allora sindaco di Salerno e oggi Presidente della Campania. Trovò un lavoro alla sorella della vittima e un appartamento alla famiglia a Salerno, dove oggi vivono e studiano Alessandra e Michelle. Due targhe ricordano la donna nella sua Portici.

Foto da Facebbok (Alessandra Cuevas)

Antonio Lamorte