Per Novak Djokovic sfuma il sogno del Golden Slam. Il numero al mondo del tennis, capace quest’anno di vincere i primi tre Slam della stagione (Australian Open, Roland Garros e Wimbledon), ha clamorosamente ceduto in semifinale contro Sascha Zverev, il tedesco numero 4 del seeding di Tokyo che lo ha battuto in rimonta col punteggio di 1-6 6-3 6-1.

Il tedesco, che nella classifica Atp è al quinto posto, vola dunque in finale dove ad attenderlo c’è il russo Karen Khachanov (n.12), che nell’altra semifinale ha avuto la meglio in due set (6-3 6-3) dello spagnolo Pablo Carreno Busta (n.6).

Ma i ‘titoli’ sono tutti per Djokovic, ovviamente. Il serbo puntava in maniera decisa ad eguagliare il record incredibile di Steffi Graf, la tennista tedesca unica nella storia ad aver centrato un Golden Slam, ovvero i 4 titoli principali più l’oro olimpico. Tokyo era quindi un tassello importante in vista poi dell’ultimo Slam della stagione, lo US Open da disputare a New York dal 30 agosto al 12 settembre.

LA PARTITA – La clamorosa striscia di 22 partite vinte consecutivamente da Nole si è fermata dunque contro Zverev, che ha interrotto il regno del tennista serbo. Eppure la semifinale di Tokyo era partita nel modo giusto, che aveva travolto Sascha nel primo set, col tedesco troppo falloso da fondo campo e dall’altra parte Nole come sempre perfetto o quasi.

Ma qualcosa si è inceppato sul 3-2 del secondo set, sul servizio del ‘bombardiere’ tedesco. Un blocco inspiegabile di Nole, che ha ceduto di schianto perdendo ben otto game consecutivi, che è riuscito così non solo a conquistare il secondo set, ma a portarsi avanti anche nel terzo.

Terzo set di totale confusione per il numero uno al mondo, tra improvvisi e improbabili serve and volley e continue palle corte, come a voler ‘scappare’ dallo scambio da fondo campo, sua assoluta specialità. Alla fine la ‘vendetta’ di Sascha, che ripaga della stessa moneta Nole vincendo il terzo e decisivo set per 6-1.

TABÙ OLIMPIADI – Per Djokovic dunque le Olimpiadi restano un tabù. Il bronzo conquistato nel 2008 a Pechino, nella ‘finalina’ contro l’americano James Blake, resta per ora l’unica medaglia. Nel 2012 a Londra perse infatti contro il britannico Andy Murray e contro l’argentino Del Potro nel match per il bronzo, così come nel 2016 a Rio de Janeiro, ancora contro Del Potro ma al primo turno.

A Tokyo Nole potrà ‘accontentarsi’ di giocare ancora una volta per il bronzo contro lo spagnolo Pablo Carreno Busta.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia