L’anticipo della venticinquesima giornata di Serie A tra Lazio e Torino si gioca oggi. O meglio, non si gioca, ma dal punto di vista della Lega la gara resta regolarmente calendarizzata per le 18.30 nonostante il divieto imposto dalla Asl di Torino, che ha bloccato i granata temendo un focolaio di variante inglese all’interno del gruppo squadra. Secondo quanto riportato da La Stampa, i giocatori del Toro attualmente positivi sono 7: Belotti, Baselli, Bremer, Buongiorno, Murru, Linetty e Singo.

Gli uomini di Nicola per lo stesso motivo erano già stati costretti a saltare il match di domenica contro il Sassuolo, e già in quel momento appariva chiaro come la trasferta di oggi per Roma sarebbe stata impossibile da affrontare nel rispetto della quarantena. Giorni d’anticipo mandati in fumo dalla Lega di A, che si è fatta nuovamente piovere addosso il problema come fu per il caso Juventus-Napoli, che in questa situazione adesso diventa un caso che fa scuola. Gli azzurri furono bloccati dalla Asl di Napoli, come sancito dal Collegio di garanzia del Coni, e hanno ottenuto di poter rigiocare la partita inizialmente in programma a inizio ottobre scorso.

Se allora un minimo di caos nei palazzi del calcio era concesso, trattandosi del primo caso simile, e per giunta arrivato a ridosso del match e con un focolaio che stava prendendo piede nel Genoa (affrontato pochi giorni prima dagli uomini di Gattuso) oggi appare singolare notare come la Lega non abbia imparato nulla dal precedente e abbia deciso di andare a sbattere nuovamente contro la giustizia sportiva.

“Non devo dare consigli alla Lega, hanno tutti gli elementi per adottare la decisione più giusta. È chiaro che dovranno fare delle riflessioni molto approfondite per quanto riguarda il calendario perché è particolarmente intasato”, ha detto il presidente della Figc, Gabriele Gravina, parlando in modo rassegnato di una partita “oggettivamente impossibilitata” ad aver luogo.

E questo perché tutte le componenti divergono, pur riuscendo tutte ad avere ragione. La Lazio ha diramato la lista di convocati e scenderà regolarmente in campo, come fece la Juventus, e ha ragione a farlo altrimenti rischierebbe una squalifica e la sconfitta a tavolino. Il Torino applica – naturalmente – una disposizione sanitaria. La Lega si barrica, ciecamente ma comunque a ragione, dietro un protocollo che è più un “gentlemen agreement” che però sta dimostrando di far acqua da tutte le parti.

Secondo quanto si apprende il presidente di Lega Paolo Dal Pino già ieri sera aveva proposto di rinviare il match, ma il Consiglio si era espresso a maggioranza per lasciare intatto il calendario. Repubblica riporta come Parma e Cagliari in particolare si siano impuntate per far giocare la partita, essendo loro in primis scese in campo nonostante la rosa decimata da diversi positivi, cosa che a entrambe è costata alcuni punti in classifica. A nulla è servita la riunione d’urgenza convocata nel pomeriggio, che non ha fatto altro che ribadire la decisione di non voler posticipare la gara.

Il copione di ciò che accadrà appare dunque già scritto, e ricalcherà quanto già visto per la sfida tra Juve e Napoli: l’arbitro della partita attenderà invano il Torino per 45’, poi autorizzerà la Lazio a lasciare l’impianto. Il giudice sportivo assegnerà il 3-0 a tavolino ai biancocelesti, e la supremazia della Asl sul protocollo calcio sarà ristabilita dal Collegio di garanzia del Coni. Un iter dall’esito scontato dal quale ci si sarebbe potuti sottrarre facendo un passo indietro o rivedendo un protocollo che aveva già ampiamente dimostrato di essere inadeguato durante una pandemia. Ma, purtroppo, anche sul destino di queste riforme ormai necessarie si può già provare a prevedere il futuro.

Napoletano, Giornalista praticante, nato nel ’95. Ha collaborato con Fanpage e Avvenire. Laureato in lingue, parla molto bene in inglese e molto male in tedesco. Un master in giornalismo alla Lumsa di Roma. Ex arbitro di calcio. Ossessionato dall'ordine. Appassionato in ordine sparso di politica, Lego, arte, calcio e Simpson.