Il Presidente del Consiglio italiano Mario Draghi ha tenuto al Senato la sua informativa sulla guerra in Ucraina. “La guerra è giunta all’85esimo giorno: la speranza di conquistare vaste aree del paese in tempi brevi da parte dei russi s’è scontrata con la resistenza del popolo ucraino”, la situazione sul campo commentata da Draghi che ha annunciato un vertice Italia-Turchia per i primi giorni di luglio ad Ankara – ad aprile 2021 il premier aveva definito il presidente turco Recep Tyyip Erdogan “un dittatore”. Draghi ha inoltre parlato delle fosse comuni che vengono scoperte in Ucraina e del sostegno italiano alle indagini sui crimini di guerra: il premier ha ricordato i 9.000 cadaveri nelle fosse comuni nei dintorni di Mariupol, altre fosse a Kiev, i 7,7 milioni di sfollati, i 116mila ucraini arrivati in Italia.

“La Nato ha intensificato le azioni sul fianco orientale e il contributo italiano è pari a 2500 unità e nel medio periodo siamo pronti a rafforzare in Ungheria e Bulgaria il nostro impegno con rispettivamente 250 e 750 unità in linea con l’azione dei nostri alleati e valutiamo il sostegno alla Romania per lo sminamento marittimo del Mar Nero e anche alla Slovacchia nella difesa antiaerea”, ha annunciato Draghi. “Per impedire che la crisi umanitaria si aggravi dobbiamo raggiungere prima possibile un cessate il fuoco e far ripartire i negoziati: è la posizione dell’Italia, dell’Ue e che ho condiviso con Biden“.

Il premier ha riferito di aver riscontrato nel suo recente viaggio negli Stati Uniti “un apprezzamento universale per la solidità della posizione italiana. Questa posizione ci permette di essere in prima linea senza ambiguità nella ricerca della pace”. Posizione che non cambierà: la linea resterà quella del sostegno dell’Ucraina e dell’invio di armi. La risoluzione approvata il primo marzo “ha guidato in modo chiaro, molto chiaro la posizione del governo” e consentito di “tenere alta la pressione sulla Russia anche attraverso le sanzioni” e al tempo stesso di “ricercare la soluzione negoziale”.

È il passaggio che chiude alle speranze di Conte, di Lega e Forza Italia, di interrompere l’invio di aiuti militari. “L’Italia si muoverà con i partner europei e gli alleati per ogni possibilità di mediazione, ma sarà l’Ucraina e non altri decidere quale pace accettare, una pace senza Ucraina non sarebbe accettabile“. Draghi ha ringraziato per l’appoggio il Parlamento, la maggioranza e Fratelli d’Italia.

“Serve la razionalizzazione della spesa militare in Ue la cui distribuzione è inefficiente: serve una coordinamento degli investimenti in sicurezza. Come detto da Mattarella, nel lungo termine servirà uno sforzo creativo su un modello di conferenza di Helsinki”. Per quanto riguarda il tema energetico “le stime del governo indicano che potremmo renderci indipendenti dal gas russo nel secondo semestre del 2024: i primi effetti di questo processo si vedranno già alla fine di quest’anno. Durante la mia visita a Washington ho condiviso con il presidente Biden la strategia energetica italiana e siamo d’accordo sull’importanza di preservare gli impegni sul clima che l’Italia intende mantenere“, ha detto Draghi. Per “diversificare i nostri fornitori ci siamo mossi rapidamente” con “l’obiettivo di incrementare le forniture di gas naturale di cui abbiamo bisogno come combustibile di transizione”, ma anche per “aumentare la produzione di rinnovabili”. C’è la “massima determinazione per “eliminare i limiti burocratici” alle rinnovabili, per “distruggere le barriere agli investimenti”.

Sulla crisi alimentare minacciata dalla stessa guerra: “L’indice ei prezzi dei prodotti alimentari è salito e ha toccato a marzo massimi storici”. Si rischiano “effetti disastrosi in particolare per alcuni paesi di Africa e Medio Oriente dove aumenta rischio crisi alimentari”. Atto ostile invece la decisione di Mosca di espellere 24 diplomatici italiani: “Ricalca decisioni simili prese verso altri Paesi europei e risponde a espulsioni di diplomatici da parte italiana. È essenziale mantenere canali di dialogo con la Federazione russa e solo da questi canali che potrà emergere una soluzione negoziale”. “Segnale incoraggiante” il colloquio tra il capo del Pentagono Austin e il ministro della Difesa russo Sergej Shoigu. Rinnovato il sostegno a Finlandia e Svezia per la loro richiesta di ingresso nella Nato.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.