È morto a 80 anni lo storico e iconico attivista dei diritti civili afroamericano John Lewis. Da tempo l’uomo soffriva di cancro al pancreas. A renderlo noto la Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti, della quale Lewis era membro. L’attivista, simbolo e icona del movimento, se ne va proprio nei giorni in cui il dibattito e le proteste per i diritti civili – dopo l’omicidio dell’afroamericano George Floyd, lo scorso maggio, a Minneapolis, a causa dell’intervento violento della polizia – vive una nuova stagione a livello mondiale.

Lewis marciò al fianco di Martin Luther King. Era noto soprattutto per aver guidato, nel 1965, 600 manifestanti nella marcia della Bloody Sunday, attraverso il ponte Edmund Pettus Bridge a Selma, in Alabama. In quella manifestazione Lewis venne buttato a terra e picchiato brutalmente dalla polizia. Le immagini riprese dalle televisioni costrinsero il Paese a impegnarsi sul tema del razzismo.

Lewis, democratico di Atlanta, aveva vinto il suo seggio alla Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti del 1986. “L’America piange la morte di uno dei più grandi eroi della sua storia”, ha scritto la portavoce dell’aula Nancy Pelosi. Cordoglio, espresso attraverso i social, anche da parte dell’ex presidente americano Barack Obama: “Non molti di noi riusciranno a vivere e a vedere il proprio lascito giocare un ruolo così significativo e straordinario. John Lewis invece sì”.