Confermata in Cassazione la condanna a tre anni e sei mesi a Fabrizio Miccoli: ex attaccante, per anni tra i protagonisti della Serie A, con le maglie del Palermo, della Fiorentina, del Perugia e della Juventus. Miccoli è stato giudicato colpevole di aver commissionato un’estorsione aggravata dal metodo mafioso a Mauro Lauricella, figlio di Antonino “Scintilluni”, boss del quartiere della Kalsa di Palermo. Dovrà scontare la pena in carcere: l’aggravante mafiosa impedisce l’applicazione di misure alternative alla cella, anche qualora non ci fosse il rischio di reiterazione del reato.

La vicenda era cominciata nel 2013, quando al calciatore vennero contestati rapporti di frequentazione assidua con personaggi legati a Cosa Nostra. Bufera sull’attaccante dopo la registrazione di un’intercettazione ambientale nella quale si sentiva quella che venne riconosciuta come la voce di Miccoli definire il giudice Giovanni Falcone, ucciso dalla Mafia siciliana assieme alla moglie e agli agenti di scorta in un attentato a Capaci il 23 maggio 1992, un “fango”. Le frasi pronunciate mentre aspettava l’amico in via Notarbartolo, nei pressi della casa dove abitava il magistrato. L’ex calciatore aveva chiesto scusa in lacrime per quelle parole ed espresso il desiderio di incontrare Maria Falcone, sorella del giudice.

La Corte d’Appello aveva confermato la condanna in primo grado a tre anni e sei mesi per estorsione aggravata dal metodo mafioso nel gennaio 2020. La sentenza pronunciata dalla Prima sezione penale della Corte di appello di Palermo, presieduta da Massimo Corleo. L’accusa: estorsione aggravata dall’agevolazione di Cosa Nostra in quanto Miccoli avrebbe indotto Lauricella a fare pressione sull’imprenditore Andrea Graffagnini, ex titolare della discoteca “Paparazzi” di Isola delle Femmine, debitore di 12mila euro nei confronti di un ex fisioterapista del Palermo, Giorgio Gasparini, mai indagato, che si sarebbe rivolto a Miccoli per farsi aiutare. L

La sentenza della seconda sezione della Cassazione è definitiva. Condanna a tre anni e sei mesi. Accolta la richiesta del sostituto procuratore generale della Suprema Corte, Fulvio Baldi, di rigettare il ricorso di Miccoli. L’aggravante mafiosa esclude il ricorso a misure detentive alternative alla prigione. Mauro Lauricella è stato condannato a sette anni per estorsione. Sta già scontando la sua pena. Si è consegnato al carcere di Voghera agli inizi dello scorso ottobre.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.