Il 3 novembre 1918 fu firmato l’armistizio che pose fine alla prima Guerra Mondiale. Da allora il 4 novembre è il Giorno dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate. Quel 4 novembre (data di entrata in vigore dell’armistizio) fu considerato il momento del completamento del processo di unificazione risorgimentale. Cento anni dopo il Presidente della Repubblica festeggerà la giornata con un programma ricco, iniziato come da tradizione con la deposizione di una corona d’alloro sull’Altare della Patria. A partecipare alla celebrazione il premier Giuseppe Conte, il ministro della Difesa Lorenzo Guerini, dai presidenti di Senato e Camera Elisabetta Casellati e Roberto Fico e dal capo di Stato maggiore della Difesa Enzo Vecciarelli. Presenti anche i capi delle tre forze forze armate. Al termine della cerimonia le Frecce tricolori hanno sorvolato piazza Venezia.

“Oggi 4 Novembre – scrive il capo dello Stato in un messaggio al ministro Guerini per l’occasione – celebriamo il Giorno dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, in questo 2019, anno centenario del decreto che volle una festività dedicata alla appena conquistata unità della Patria. Settanta anni fa la Repubblica riconobbe, con legge del Parlamento, il 4 Novembre come Giornata dell’Unità Nazionale. Una data in cui si riassumono i valori di una identità nazionale lungamente perseguita dai popoli d’Italia con le aspirazioni risorgimentali e con i grandi sacrifici compiuti dal popolo italiano nella prima guerra mondiale”.

“Ricorrono altresì – prosegue il Capo dello Stato – 20 anni dalla legge che apriva alle cittadine italiane l’arruolamento nelle Forze Armate, con un contributo positivo alle capacità del Paese in materia di difesa. Le gesta e l’esempio che hanno contraddistinto il comportamento di tanti militari nelle vicende che hanno accompagnato nei decenni lo sviluppo dell’Italia, ispirano ancora oggi il personale delle Forze Armate, al quale va la riconoscenza di tutto il Paese per il contributo fornito alla sicurezza della comunità nazionale e internazionale. Nelle aree più martoriate del nostro pianeta, i nostri militari assicurano il sostegno dell’Italia alla salvaguardia dei diritti umani e per prevenire e contrastare il terrorismo”.