L’escalation di violenza durante la notte dei festeggiamenti non si ferma. Oltre alle rapine denunciate e all’episodio, ancora da chiarire, del ferimento del poliziotto libero dal servizio (raggiunto da un colpo d’arma da fuoco), alle 5 del mattino di lunedì 12 luglio i poliziotti sono intervenuti presso l’ospedale Loreto Mare dove poco prima era arrivo un giovane di 20 anni con un proiettile conficcato nella gamba.

La vittima ha raccontato di essere stato affiancato lungo via Acton da due sconosciuti a bordo di uno scooter. Poco dopo il passeggero ha estratto la pistola lasciando partire un proiettile che ha raggiunto il giovane alla gamba. Non sono ancora chiari i motivi di un gesto simile. Si va dall’ipotesi della rapina a quella di un avvertimento. La versione della vittima, che non è in gravi condizioni, resta al vaglio degli agenti della Squadra Mobile di Napoli guidati dal primo dirigente Alfredo Fabbrocini.

Poliziotto libero dal servizio ferito da  un proiettile all’addome: vicenda ancora da ricostruire

Era libero dal servizio, ha visto da distanza ravvicinata due gruppi diversi che si affrontavano armati di pistola ed è intervenuto qualificandosi come poliziotto. Adesso lotta in ospedale perché è stato ferito da un colpo d’arma da fuoco all’addome. E’ quanto accaduto nel corso della lunga notte di festeggiamenti a Napoli per la vittoria dell’Europeo da parte della nazionale italiana. Vittima un 40enne assistente capo della polizia, in servizio al commissariato di Secondigliano, operato due volte dai sanitari dell’ospedale dei Pellegrini e attualmente ricoverato in prognosi riservata ma non in pericolo di vita.

L’episodio è avvenuto poco dopo le 3 di notte del 12 luglio in Corso Garibaldi. Il poliziotto ha notato un uomo, poi identificato in Giuliano Paparo, 48enne già noto agli archivi delle forze dell’ordine perché responsabile di numerose rapine, speronare con la sua auto alcuni scooter facendoli rovinare a terra. Secondo quanto appreso dal Riformista sarebbero poi spuntate almeno due pistole, una in possesso di Paparo, l’altra presumibilmente nelle mani del gruppo rivale. Così l’agente, che secondo quanto appreso non era in possesso della pistola d’ordinanza (circostanza, tuttavia, non confermata al momento dalla Questura), è intervenuto qualificandosi come poliziotto. Ma questo non è bastato e si è beccato una pallottola.

Non è ancora chiaro se a sparare sia stato Paparo, a sua volta ferito da un colpo d’arma da fuoco alla gamba e ricoverato all’ospedale del Mare dove è piantonato dalla polizia, il gruppo rivale, attualmente ricercato dalla polizia che sta visionando anche le telecamere presenti nella zona, o lo stesso poliziotto. Con Paparo probabilmente c’era anche un complice.

Giovane rapinato e picchiato: “Sto a pezzi. Sono andato in caserma, c’era la fila”

Raccapricciante la testimonianza di Salvatore Traversa, 27enne napoletano. Sui social ha pubblicato un post all’alba denunciando: “Sto scrivendo che sono tornato a casa solo ora alle 6 del mattino dopo una nottata terribile. Sono stato aggredito, picchiato e derubato del mio cellulare. Ero sceso come molti per festeggiare l’Italia e mentre passeggiavo con una mia amica siamo stati assaliti da tre in motorino, armati, che ci hanno aggredito e preso i telefoni. Ma la cosa che mi ha sconvolto di più, dopo lo shock e tutto il resto, è stato che andando in caserma per denunciare il fatto, abbiamo trovato decine e decine di ragazzi e coppie adulte che hanno subito scippi, rapine e subito aggressioni. E’ stata una vera e propria strage, questa notte si è consumata l’anarchia più totale dello schifo. E le forze dell’ordine inutili, l’impotenza che mi hanno trasmesso è qualcosa che non riesco a spiegare. Potrei scrivere mille altre cose, ma sono parecchio scosso, so benissimo certe situazione di questa m… di città, sono nato e cresciuto in un quartiere difficile, e sono uno che la castagna se la sa guardare, ma sincero, trovandomi nella situazione ho avuto molta paura, non ho vergogna a dirlo. Ma soprattutto la rabbia e il senso di impotenza più totale”. Poi l’amara conclusione: “Dietro i festeggiamenti di un evento sportivo questa notte una parte di Napoli ha vissuto le pene dell’inferno. Sto a pezzi”.

Giornalista professionista, nato a Napoli il 28 luglio 1987, ho iniziato a scrivere di sport prima di passare, dal 2015, a occuparmi principalmente di cronaca. Laureato in Scienze della Comunicazione al Suor Orsola Benincasa, ho frequentato la scuola di giornalismo e, nel frattempo, collaborato con diverse testate. Dopo le esperienze a Sky Sport e Mediaset, sono passato a Retenews24 e poi a VocediNapoli.it. Dall'ottobre del 2019 collaboro con la redazione del Riformista.