Non solo le festività di dicembre. Il doodle di Google commemora e ricorda, oltre alle festività natalizie, anche altri episodi religiosi. È il caso della “strage degli innocenti”, un episodio del Vangelo secondo Matteo in cui si narra come Erode il Grande, re della Giudea, ordinò il massacro dei bambini di sesso maschile per uccidere Gesù, della cui nascita a Betlemme era stato informato dai Magi. La Chiesa cattolica quindi ha fissato la memoria dei bambini uccisi nella strage come martiri, con il nome di “Santi Innocenti”, al 28 dicembre.

IL RACCONTO NEL VANGELO DI MATTEO – La vicenda dell’uccisione dei bambini viene narrata esclusivamente nel Vangelo secondo Matteo, senza trovare riscontri negli altri vangeli canonici. Un episodio che inizia dopo la nascita di Gesù, quando il re Erode viene a sapere dell’arrivo dei Magi a Gerusalemme e della loro richiesta di incontrare il re dei Giudei appena nato. Ottenuta da sacerdoti e scribi l’informazione sul luogo di nascita del presunto messia, Betlemme, Erode convocò i Magi e li inviò nella cittadina della giudea.

I Magi però, avvertiti in sogno da un angelo, decisero di non rientrare a Gerusalemme mentre Giuseppe, a sua volta avvertito da un angelo, portò la sua famiglia in Egitto. Il re Erode, infuriato, ordinò quindi l’uccisione di tutti i neonati maschi dai due anni in giù del territorio di Betlemme.

LA VERIDICITÀ DELL’EPISODIO – Molti storici hanno negato la storicità dell’episodio. Secondo l’archeologo americano Robert Eisenman, autore di “Giacomo il fratello di Gesù”, il racconto di Matteo è “un’assurdità, il cui unico scopo è creare un parallelismo con la nascita di Mosè e mettere in luce la crudeltà di Erode”. Critiche arrivate anche da ambienti cattolici, come il sacerdote Raymond Brown o lo studioso cattolico Ortensio da Spinetoli.