Il generale Francesco Paolo Figliuolo, ex commissario straordinario all’emergenza covid, interviene per la prima volte sulle accuse di molestie denunciate durante l’ultima adunata degli alpini a Rimini. “I fatti di Rimini vanno condannati senza se e senza ma perché le violenze fisiche e verbali sono da perseguire innanzitutto a norma di legge. Ma io ritengo che l’associazione alpini, una volta individuati i colpevoli, li debba perseguire secondo la normativa della associazione alpini”.

Al momento sul caso esploso intorno al raduno degli alpini a Rimini è stata sporta un’unica denuncia. Quella di una donna di 25 anni che ha raccontato ai carabinieri di essere stata strattonata e insultata nelle vicinanze di un bar. L’associazione “Non una di meno” ha fatto sapere di aver trovato altre “ragazze che vogliono denunciare” e che presenterà un dossier con tutte le segnalazioni raccolte in una conferenza stampa. Sulla vicenda sono ancora in corso gli accertamenti da parte dell’autorità giudiziaria.

La vicenda risale a quindici giorni fa. Decine di migliaia di persone si erano radunate a Rimini per la consueta adunata nazionale dell’Associazione Nazionale Alpini (ANA). Aperta presso la Procura di Rimini un’indagine contro ignoti. Al momento non c’è stato alcun interrogatorio ma sono stati acquisiti dei filmati. Anche se la denuncia pervenuta formalmente alle forze dell’ordine è una sola, centinaia sono state le testimonianze raccolte dall’associazione e da giornalisti di donne e ragazze che hanno raccontato di comportamenti inappropriati, presunte molestie verbali e fisiche. Non era la prima volta che in occasione di un’adunata si verificavano casi di accuse di questo genere.

L’ANA aveva commentato prendendo le distanze “dai comportamenti incivili segnalati” e dichiarando in un comunicato che “ci sono centinaia, se non migliaia, di giovani che pur non essendo alpini, approfittano della situazione: a costoro, per mescolarsi alla grande festa, basta infatti comperare un cappello alpino, per quanto non originale, su qualunque bancarella. Un occhio esperto riconosce subito un cappello ‘taroccato’, ma la tendenza è nella maggior parte dei casi a generalizzare” e che “quando si concentrano in una sola località centinaia di migliaia di persone per festeggiare è quasi fisiologico che possano verificarsi episodi di maleducazione”.

Figliuolo non si era mai espresso sulla vicenda. Ha condannato le presunte molestie durante un intervento al Salone del Libro di Torino dove ha presentato il suo libro Un Italiano. “Se ci sono degli approfondimenti culturali da fare vanno fatti – ha aggiunto -. Queste cose non devono accadere, non si possono accettare, bisogna capire perché sono avvenute e chi le ha fatte. Si tratta di fatti gravissimi sui quali bisogna soffermarsi. Se parliamo di 10 avvinazzati è un conto. Se c’è un fenomeno nell’associazione va debellato, va preso il toro per le corna. Io posso dire che nelle nostre forze armate questi fenomeni sono rarissimi e ben al di sotto delle percentuali delle statistiche nazionali”.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.