Mentre cresce il clima di allerta nelle regioni che rischiano di passare a stretto giro dalla “zona gialla” a quella rossa – tra cui la Campania, ormai in emergenza sanitaria – abbiamo chiesto ad alcuni cittadini napoletani cosa pensassero delle polemiche suscitate dalle immagini trasmesse dai media a ridosso dell’ultimo fine settimana, immagini di un lungomare straripante di gente e che, più in generale, testimoniavano di un atteggiamento troppo disteso della popolazione rispetto l’emergenza. Nonostante i numerosi appelli rivolti dalle istituzioni e dai vertici del personale medico sanitario alla cittadinanza, la richiesta di applicare nei limiti del possibile un “lockdown personale”, sembra, almeno a Napoli, essere rimasta inevasa. Le risposte dei nostri intervistati fanno emergere posizioni molto divergenti e un senso diffuso di confusione e di sfiducia nei confronti della gestione attuale dell’emergenza.

C’è troppa gente in giro?

Un giovane ragazzo non ha dubbi: “altro che troppa, il problema è proprio questo.Noi lavoriamo solo se c’è gente”, come a lasciare intendere l’inutilità di restare aperti se nel mentre si invita la popolazione a non uscire. Una ragazza ammette che le persone in giro sono troppe – “tra cui anche io, ma confesso che è difficile farne a meno”. Un signore fa notare che la folla e gli assembramenti sono aumentati anche a causa dell’imposizione di limiti orari: “Se tu autorizzi le persone ad uscire solo in determinati orari, è naturale che creerai assembramenti in certi luoghi e in certi momenti della giornata.”

Perché tanta folla si è riversata sul lungomare?

Un signore ironizza, e coglie nel segno: “L’assembramento sul lungomare? Mica c’è da ieri, c’era già ai tempi di Napoleone! Un abitudine del nostro popolo”. Per qualcun altro è una forma di ribellione contro un non meglio specificato “sistema”. Un ambulante chiude il cerchio: “La gente è stanca, e se esce si vede che in fondo non ha paura”. Ad una ragazza è ben chiaro che nuove misure più restrittive stanno per arrivare e che chiunque sia consapevole che potrebbero essere gli ultimi giorni utili per farlo, ne approfitta per prendere un po’ d’aria.

La mascherina è utile?

Sul fronte dei dispositivi di protezione, la risposta del nostro campione è stata pressoché unanime: la mascherina è utile,e rappresenta una precauzione che va rispettata. “Alcuni medici dicono addirittura che faccia male, ma io la utilizzo, anche perché per lavoro vedo gente e ho famiglia”. C’è poi chi è scettico sull’utilità complessiva, considerando di aver visto comunque “folle di persone, anche in fila alla posta, che girano senza”.

Un altro Lockdown sarebbe una soluzione?

Parlando dell’ipotesi di un nuovo Lockdown, le opinioni si spaccano. “Abbiamo bisogno prima degli aiuti e poi semmai di altre chiusure” ci dice un signore, “Sarebbe un fallimento per l’Italia intera che manderebbe a casa tantissime persone”, chiosa duramente un altro. Un commerciante che ammette che “anche andando contro il mio interesse lavorativo preferirei comunque restare chiusa ora un mese pur di far calare l’ondata”. Un altro passante suggerisce infine che il vero problema non è il Lockdown: “la vera priorità è il collasso sanitario, che ormai non riguarda più i malati di Covid, ma anche tutti gli altri assistiti. Chi governa prima di chiudere dovrebbe occuparsi di questo!”