I numeri del bollettino dell’8 novembre restano altissimi ma più rassicuranti. La curva epidemiologica del coronavirus in Italia resta costante anche se con il numero dei contagi è diminuito lievemente anche quello dei tamponi eseguiti. La buona notizia è che sono diminuiti anche i decessi. Intanto il ministro della Salute, Roberto Speranza, parla di una possibile “distribuzione massiva” del vaccino in primavera, sono 331 le vittime nelle ultime 24 ore, contro le 425 di sabato: il totale è ora di 41.394.

I nuovi contagi sono 32.616 (in totale dall’inizio della pandemia 935.104), meno rispetto ai 39.811 di sabato ma con un vistoso calo dei tamponi processati: oltre 40mila in meno. Se infatti oggi il ministero della Salute ne ha segnalati 191.144, sabato erano stati 231.673. Sempre più in difficoltà gli ospedali, mentre da diverse parti d’Italia vengono lanciati allarmi in questo senso: sono 115 i nuovi ricoveri in terapia intensiva, che portano il totale dei letti occupati a 2.749. I ricoveri nei normali reparti aumentano invece di 1.331 unità in un giorno, portando il totale a 26.440.

I MEDICI INVOCANO IL LOCKDOWN – Preoccupato dalla pressione sugli ospedali il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici, Filippo Anelli, chiede “lockdown totale, in tutto il Paese”. “Considerando i dati di questa settimana come andamento-tipo e se li proiettiamo senza prevedere ulteriori incrementi, la situazione fra un mese sarà drammatica e quindi bisogna ricorrere subito ad una chiusura totale. O blocchiamo il virus o sarà lui a bloccarci perchè i segnali ci dicono che il sistema non tiene ed anche le regioni ora gialle presto si troveranno nelle stesse condizioni delle aree più colpite – ha detto all’ANSA il presidente della Federazione degli Ordini dei medici – Con la media attuale, in un mese arriveremmo ad ulteriori 10mila decessi”. Ancora una volta, un dato positivo arriva dai nuovi guariti, 6.183, in crescita rispetto ai 5.966 di sabato. Il totale dei dimessi/guariti in Italia dall’inizio della pandemia è ora di 335.074. La situazione resta difficile, e il numero che più di tutti lo fa capire è quello degli attualmente positivi, che sono 558.636 nel nostro Paese.

CONTAGI IN CALO MA NUMERI ALTI – Oggi si sono registrati nuovi contagi in calo in quasi tutte le regioni, a partire dalla Lombardia, sempre la più colpita, che fa segnare 6.318 nuovi casi e 117 decessi. Segue ancora la Campania, con 4.601 nuovi casi e 15 decessi, il Piemonte (3.884 nuovi casi e 35 decessi), il Veneto (3.362 nuovi casi e 6 decessi), il Lazio (2.489 nuovi casi e 16 morti) e la Toscana con 2.479 contagi e 29 vittime.

L’ALLARME DEI SINDACI – Da Napoli lancia l’allarme il sindaco, Luigi De Magistris, preoccupato per gli ospedali al collasso: “Se la situazione degli ospedali è drammatica, vuol dire che probabilmente chi ha dichiarato zona gialla ha sbagliato (forse anche perché tratto in errore da dati non attuali, precisi e corretti forniti dagli uffici regionali)”. Drammatico l’appello del sindaco di Palermo, Leoluca Orlando: “Se è vero quanto denunciato oggi dai media, circa la mancanza di strumenti fondamentali per la cura dei malati e circa la saturazione dei posti letto, rischiamo che a Palermo e in tutta la Sicilia si vada verso una strage annunciata. Se è vero che nei Pronto soccorso manca l’ossigeno e che nei reparti ospedalieri si è cominciato a scegliere quali pazienti provare a salvare e quali no, si prefigurano scenari da ‘medicina di guerra’”.

IL VACCINO – In un quadro che si fa di giorno in giorno più difficile, il ministro Speranza invita a “comportarsi come a marzo, perché la differenza la fa il comportamento individuale”. Poi lancia un messaggio di rassicurazione sul vaccino: “La distribuzione massiva potrà partire dalla fine del primo quadrimestre del 2021. Partiremo, a inizio 2021, dalle fasce più esposte, gli operatori sanitari”.

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