Il viaggio inizia dall’ingresso dove un cartello annuncia che si sta per entrare nell’area Covid. Poi una lunga carrellata all’interno di quella delicata area del pronto soccorso dell’Ospedale San Giuliano di Giugliano.

Le immagini sono drammatiche e sono state girate da Mario Vinci, un infermiere che lavora lì. Il video è subito diventato virale sui social ma non è una denuncia di mala sanità, ma un grido di dolore per mostrare a tutti l’importanza del rispetto delle regole per evitare di ammalarsi.

Un viaggio di tre minuti tra gli ammalati sofferenti. Il silenzio è spezzato dai “beep” dei macchinari e dai lamenti di qualcuno che sta peggio degli altri. In molti hanno la testa cinta dal casco per l’ossigenazione, altri sono attaccati ai respiratori collegati a enormi bombole.

Qualcuno si copre con cappotti, altri con le sottili copertine termiche che abbiamo visto tante volte negli scenari di emergenza. “Negazionisti, ascoltate le urla di dolore ed il pianto di chi affetto da Covid ed è ricoverato presso l’ospedale di Giugliano! – è l’allarme di ‘Nessuno tocchi Ippocrate – Adesso mi raccomando dite che il video è di Marzo! Se le sale d’attesa sono vuote è perchè dentro i reparti c’è questa situazione! Evidentemente ai parenti dei pazienti ricoverati brucia sentirsi dire che il covid non esiste e li avete spinti a fare questo! Le riprese all’interno del reparto! Adesso abbiate la compiacenza di tacere e portare rispetto nei confronti delle urla disperate che sentite in questo video!”.

Nel reparto circolano infermieri e medici bardati da capo a piedi con tute e mascherine. I medici e gli infermieri fanno di tutto per aiutare e soccorrere gli ammalati, nonostante l’ambiente di lavoro non sia adeguato. Le immagini sono un allarme: la situazione è critica e bisogna stare attenti a indossare sempre la mascherina, lavare spesso le mani e rispettare il distanziamento. Il rischio di ammalarsi e sovraffollare gli ospedali è troppo alto e la sanità è al collasso. Operatori, medici e infermieri denunciano che il reclutamento di nuovo personale non basta: i concorsi non hanno reclutato abbastanza rinforzi, il personale da mesi è sempre lo stesso ed è già stremato, nonostante si prospetti che il picco debba ancora arrivare. A questo si aggiunge che non tutto il personale, solitamente impiegato in altre aree assistenziali come gli ambulatori e altri reparti, si è messo a disposizione, spesso con l’avallo dei sindacati.

Persino le rassicuranti dichiarazioni dell’Unità di Crisi sul numero di posti letto disponibili, che arrivano insieme al bollettino quotidiano della Campania, lasciano il tempo che trovano: “I posti letto sono attivabili solo se c’è personale – dicono i medici – in questo momento non sono attivi. Stiamo davvero annaspando”. L’appello che corre sui social è anche quello a evitare di correre nei Pronto Soccorsi alla comparsa dei primi sintomi perché si rischia di fare ancora peggio e aumentare le possibilità di contagio. E anche di togliere lo spazio fisico, se non addirittura l’ossigeno, a chi ne ha veramente bisogno. Inoltre i casi Covid accertati non gravi che si sono recati in ospedale ma che possono tornare al proprio domicilio, secondo le attuali norme, possono farlo solo con ambulanze di biocontenimento: sono poche, e la procedura di movimentazione aumenta a dismisura la permanenza di questi pazienti negli ambienti ospedalieri, sottraendo postazioni che potrebbero servire per accogliere, pur nel disagio, pazienti in imminente pericolo di vita.

“Il buonsenso a Napoli ha fallito! Ieri per le strade di Napoli c’era una folla ingiustificata ed ingiustificabile, molti anche senza mascherina – continua ancora la denuncia della pagina Facebook ‘Nessuno Tocchi Ippocrate’ – Purtroppo la gente non ha capito ancora la gravità della situazione! Non ci meritiamo tanta libertà, la sanità è sull’orlo del collasso! Abbiamo sempre affermato che una sanità che funziona non ha bisogno del lockdown, le strutture ospedaliere sono sature, si continuano a reclutare medici ed infermieri ‘usa e getta’. Allora c’è una sola soluzione al problema: lockdown subito senza se e senza ma!. È questo l’ appello firmato dal personale sanitario del territorio e indirizzato a Giuseppe Conte, Roberto Speranza e al Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca.

Le immagini che stanno circolando delle belle mattinate al sole di migliaia di cittadini a passeggio per i centri e i lungomare campani fanno a pugni con quelle del video nell’Ospedale di Giugliano. Le seconde sono la diretta conseguenza delle prime. Fanno male anche le foto dall’ospedale Cotugno di lunghe code di ambulanze con medici costretti a soccorrere gli ammalati nelle ambulanze. L’appello dei medici è anche quello a evitare di incontrare anche i propri parenti: sono i momenti in cui abbassiamo la guardia, come sottolineato da Conte e De Luca, quelli in cui si rischia di più il contagio.