Dalla mezzanotte tutto l’Alto Adige diventa zona rossa. “L’andamento epidemiologico con i numeri in costante crescita e il sempre maggior numero di comuni dichiarati zona rossa lo impongono. È inutile ormai applicare due provvedimenti diversi”, ha detto all’ANSA il governatore Arno Kompatscher, che nelle prossime ore firmerà l’ordinanza che trasformerà la regione da gialla a rossa. Spostamenti tra i comuni saranno concessi solo per motivi di lavoro, salute, studio e urgenze inderogabili. Nelle ultime 24 ore si sono registrati 781 nuovi casi su 2998 tamponi e 4 decessi.

È stato convocato il Comitato Tecnico scientifico che dovrà valutare i dati delle regioni “sorvegliate speciali” della zona gialla per stabilire se cambiare già il loro status in arancione o addirittura rossa. In grande sofferenza ci sono già la Campania e la Liguria e qualche dubbio si avanza anche su Toscana, Emilia-Romagna, Veneto e Lazio. Le Regioni in fascia rossa o arancione, per scendere, dovranno confermare i miglioramenti per due settimane prima di ottenere dal Ministero un allentamento delle misure; il processo contrario, dunque passare da verde ad arancione se non a rosso, può invece essere immediato, se i dati risultano allarmanti. Spiega il ministro Roberto Speranza: “Su dati concreti, in alcune zone delle regioni in fascia rossa possono essere previsti colori differenti”.

CAMPANIA –  Nelle ultime ore in Campania la situazione sembra essere precipitata. Ad allarmare è la forse eccessiva libertà che i cittadini si sono presi approfittando delle belle giornate di sole del week end in cui hanno affollato strade e piazze. Dall’altra parte le immagini delle file delle ambulanze e degli ospedali stracolmi angosciano in attesa del bollettino odierno. “Ci sono file di ambulanze e auto private in tutti gli ospedali di Napoli, Cotugno, Cardarelli, Ospedale del Mare sono tutti in crisi totale nel ricevere i pazienti covid”. Questo l’allarme lanciato all’ANSA da Giuseppe Galano, responsabile del 118 a Napoli e coordinatore della rete regionale del soccorso d’emergenza. “Stiamo portando – spiega – pazienti anche all’ospedale Pellegrini e al San Paolo, perché ormai non riusciamo più a smaltire con i grandi ospedali. Ma anche queste strutture vanno in difficoltà perché hanno pochi posti riservati ai sospetti covid e si ingolfano velocemente. La situazione è questa a Napoli ma so che è molto difficile anche nelle Asl della provincia”.

Intanto è finita la zona rossa, dopo quasi due settimane, a Marcianise e Orta di Atella, comuni del Casertano. “La zona rossa non verrà prorogata” è scritto sulla pagina Facebook del comune di Marcianise, canale di comunicazione scelto dal sindaco Antonello Velardi che nei giorni scorsi ha rimosso i suoi profili personali, in seguito agli attacchi ricevuti da parte di alcuni cittadini subito dopo l’instaurazione del lockdown cittadino.

La preoccupazione è manifestata anche dal sindaco del comune di Napoli, Luigi de Magistris, in eterna contrapposizione con il Presidente della Regione De Luca. “È solo il lockdown o la zona rossa che impediscono alle persone di uscire come in questi giorni ed assembrarsi, ma solo il presidente del Consiglio dei Ministri può deliberare su questo. Così come la zona rossa di una Regione o di una o più città può adottarla anche il presidente della Regione”. “Se la situazione degli ospedali è drammatica, come appare dalle testimonianze raccolte, vuol dire che probabilmente chi ha dichiarato la Campania zona gialla ha sbagliato forse anche perché tratto in errore da dati non attuali, precisi e corretti forniti dagli uffici regionali”, ha scritto su Facebook il sindaco.

LIGURIA – “Il Report 25 arrivato dal Ministero e dall’Istituto Superiore di Sanità conferma totalmente i dati del Report 24, su cui sono state fatte le valutazioni relative alla zona gialla della nostra Regione”. Lo ha comunicato il presidente della Liguria Giovanni Toti su Facebook. “In particolare tutti gli indicatori (nessuno escluso) sono considerati di qualità e 3 sopra il 90% (cioè di grande accuratezza). Per quanto riguarda l’Rt, i due valori medi di riferimento si confermano: sintomi 1,37; medio 1,48. Dunque i dati sulla base di cui sono state prese le decisioni sono precisi, accurati e confermati. È la dimostrazione che in Liguria tanti professionisti lavorano con serietà e diligenza”, aggiunge Toti, che sottolinea “per gli sconsiderati che continuano a parlare di dati che non conoscono e forse non comprenderebbero”. Il presidente conclude il posto così: “P.s: chi ha intenzione di continuare questo processo insensato alle Regioni pensi al Commissario per la sanità in Calabria nominato da Roma (dall’ex Ministro della Salute Grillo, del M5S) e dimesso per imbarazzante e pericolosa incapacità”. La polemica è scattata perché la procura di Genova ha aperto un fascicolo per comprendere se i dati inviati dalla Regione al Ministero della Salute fossero corretti o troppo vecchi da poter stabilire il posizionamento della regione in zona gialla.

VENETO – Sono oltre 3mila i nuovi casi da Coronavirus registrati in Veneto. Con 3.362 contagi il bilancio totale sale a 79.269, mentre le persone attualmente positive sono 50.970. Nelle ultime 24 ore la Regione ha registrato 6 nuove vittime, per un totale di 2.574 dall’inizio dell’emergenza. Sul fronte ricoveri il Veneto ha visto un rallentamento: sono 57 i nuovi pazienti trasferiti in ospedale in reparti non critici. Mentre sono aumentate di 6 unità le terapie intensive: 193 in totale. Ora la pressione sugli ospedali “è forte e ci stiamo attrezzando, anche con scelte non facili”, ha detto il presidente Luca Zaia al Corriere della Sera. “Ho appena ordinato agli ospedali pubblici e a quelli privati, – ha spiegato – di sospendere interventi chirurgici e visite specialistiche non urgenti. Il personale ci serve per fermare il virus”.

VIMINALE – Sono quasi un migliaio le persone multate in tutta Italia nella giornata di ieri per il mancato rispetto delle regole anti-contagio: il numero è più che raddoppiato in due giorni. È quanto emerge dai dati del Viminale in merito ai controlli per il contenimento dell’emergenza Covid. Nello specifico, su 69.111 controlli, sono state sanzionate ieri 944 persone e denunciate 110. (queste ultime per non aver rispettato la quarantena dopo essere risultate positive). Sono stati 11.654 gli esercizi controllati: 139 i titolari sanzionati, 52 i provvedimenti di chiusura.