C’è un caso Juventus. Che però avrebbe già la soluzione. Lo racconta La Stampa. E con termini piuttosto chiari. Sono soltanto due i calciatori che non hanno fatto ritorno agli allenamenti individuali al centro sportivo della Continassa, o in generale a Torino, dopo lo stop dovuto all’emergenza coronavirus. Sono l’attaccante Gonzalo Higuain e il centrocampista francese Adrien Rabiot. Ma se per il primo la situazione non sarebbe misteriosa – è in Argentina, dove avrebbe problemi familiari, scrive Tuttosport, e starebbe forse pensando a un ritorno al River Plate – per il secondo sarebbe decisamente più spinosa.

IL CASO RABIOT – Il francese, arrivato a Torino a parametro zero la scorsa estate, può vantare un ingaggio di 7 milioni e, secondo quanto scritto dalla Stampa, starebbe rifiutando di tornare ad allenarsi. “Una protesta così non si era mai vista, ma Adrien Rabiot è un talento nel fare arrabbiare club e tifosi con i suoi comportamenti“. Un articolo con il quale si paventa già la prosecuzione della storia e la sua probabile soluzione. Il club potrebbe quindi approfittarne per accelerare, dopo le presunte intemperanze del centrocampista, l’addio al francese e liberarsi di lui e del suo corposo ingaggio. Anche se la stessa società non ha diramato convocazioni ufficiali alle attività e formalmente non ci sia nessuna infrazione.

A PENSAR MALE… – Curioso che a scrivere questo retroscena sul talento francese sia il giornale controllato dalla Exor, la cassaforte della famiglia Agnelli. Il presidente è John Elkann e la società stessa controlla la Juventus… Insomma più che un articolo ha il sapore di un comunicato del club stesso pubblicato sul giornale di famiglia. Ma quale è lo scopo? Convincere Rabiot a tornare ad allenarsi? O forse a provare a liberarsene visto il corposo stipendio e le prestazioni in chiaro scuro, anzi più scuro che chiaro di questa sua prima stagione juventina? Chissà, fatto sta che difficilmente la Juventus andrà avanti con Rabiot la prossima stagione.

IL CONTROVERSO TAGLIO DEGLI STIPENDI – La Juventus è stata la prima società di Serie A che a fine marzo ha preso un provvedimento ufficiale sul taglio degli stipendi. Facendo infuriare le altre società e addirittura la Lega Calcio. I giocatori e il tecnico Maurizio Sarri hanno rinunciato, in accordo con la società, a quattro mensilità (marzo, aprile, maggio e giugno) consentendo così di raggiungere effetti economici e finanziari positivi per circa euro 90 milioni sull’esercizio 2019/2020. E nell’intesa Rabiot avrebbe dovuto rinunciare a 2,33 milioni di euro su un totale di 7 milioni di ingaggio annuo. Secondo il giornale torinese il centrocampista francese sarebbe contrario al taglio e perciò starebbe evitando gli allenamenti facoltativi. E quindi la società, “irritata“, starebbe valutando l’addio. Tutta un’altra storia, come fa notare Tuttosport, altro quotidiano vicino alla Juventus, con il resto della squadra: “A partire da Cristiano Ronaldo, che ligio-ligio si è fatto due calcoli e il 4 maggio è salito sul suo aereo privato con destinazione Torino in modo da far partire il conto alla rovescia che gli consentirà di essere eventualmente ma puntualmente a disposizione di Sarri il 18 maggio per il primo allenamento collettivo“. Rabiot, invece, resta in Costa Azzurra, consigliato, si dice, dalla madre e agente. I tifosi perdono la pazienza sui social e la Juventus medita l’addio.